Uno spazio per condividere le esperienze culinarie della comunità virtuale degli ascoltatori del Ruggito del Coniglio
giovedì 26 febbraio 2009
Che bolle in pentola?
Potrete sentire le nostre voci proprio questo sabato, 28 febbraio, dalle 7 alle 7,30, raccontare di questo blog, di come è nato e di come funzione, cioè con la partecipazione diretta di tutte le amiche "coniglie" che vogliono continuare a trovarsi in questa cucina virtuale dove mentre si cucina, si chiacchiera, si ricorda, si festeggia, e sentirete declinare una delle nostre fantastiche ricette!
lunedì 23 febbraio 2009
Quiche lorraine à ma façon

1 confezione di pasta brisée (tonda)
100 g di lardons fumés (pancetta affumicata a dadini)
4 uova
1 vasetto di crème fraiche épaisse (panna da cucina fresca e consistente. Se in Italia non si trova, mettere in frigo quella che trovate in tetrapack). Usarne 150-200 g.
noce moscata
sale, pepe q.b.
100 g emmenthal rapé (vale a dire: grattugiato a fili lunghi)
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Usare una teglia bassa (per esempio, da crostata) di diametro un po' inferiore a quello della pasta brisée
preriscaldare il forno per 15 mn a 22o°
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Srotolare la pasta brisée dopo averla fatta ammorbidire e punzecchiarla con i rebbi di una forchetta. Disporre i lardons fumés sul fondo.
In una terrina, sbattere le uova intere cui aggiungere un po' di sale (non troppo, già la pancetta affumicata è salata), pepe e una grattugiata di noce moscata che dà miglior sapore.
Incorporarvi poi delicatamente la crème fraiche. Rovesciare l'amalgama sulla pasta brisée stesa e la pancetta affumicata a dadi.
Mettere in forno riscaldato - a temperatura 180° - per 30-40 mn (se elettrico).
Avvertenza:
È possibile che non troviate in commercio la pasta brisée bell'e fatta.
È probabile che - come me - non abbiate voglia di prepararla.
Comprate una pasta sfoglia già pronta (purché tonda). Andrà ugualmente bene.
Sarà una quiche un po' speciale, ma sempre buona...

lunedì 16 febbraio 2009
Il carnevale dell'impertatore

Divertente trovarsi a Monaco di Baviera nel periodo del carnevale.
In Germania, quando devono divertirsi, la prendono sul serio. Ogni negozio è ornato di festoni coloratissimi. I grandi supermercati hanno piani pieni di costumi, festoni, coriandoli e migliaia di feste e balli in maschera vengono pubblicizzati ovunque. Ci sono i carri mascherati e danze nelle piazze. Nelle strade la gente, più che i bambini, gira allegra cantando e scherzando e nei ristoranti persino i camerieri vestono in maschera e fanno qualche “scherzetto”.
Per uno straniero non è semplicissimo decifrare i nomi delle portate scritte nel menu, si può correre il rischio di ordinare cibi che non sono poi quelli che ci si sarebbe aspettati.
Mi aveva attirato uno strano, incomprensibile e indicibile parola: KAISERSCHMARRN.
Vocabolarietto alla mano tentai una “traduzione di massima” e ne venne fuori “la frittata dell’imperatore”. Ma sì, una bella frittata non avrebbe riservato sorprese di sorta. Vista la mia faccia perplessa in cameriere mi sorrise e mi disse: “Gut”. Fino a lì ci ero arrivata, significava “buono”. E allora vai con la frittata! E qui è lo “scherzetto”, non una frittata normale ma una frittata dolce. Ho pranzato con un dolce. Un piatto immenso ma assolutamente memorabile.
Per quattro persone
6 uova
150 gr di farina
50 gr di zucchero
½ litro di latte
60 gr di uvetta
40 gr di burro
Preparare la pastella unendo i tuorli d'uovo, la farina ed il latte, quindi a parte, montare le chiare a neve molto solida e aggiungere lo zucchero.
Una volta che lo zucchero si sarà amalgamato per bene, aggiungere e un po’ alla volta anche la pastella amalgamando ancora una volta il tutto.
Prendere una padella con un diametro di almeno 25 centimetri, cospargerla di burro, farla scaldare, versare la pastella e cospargere con l'uvetta.
Far cuocere il tutto, con un coperchio, per almeno 5 minuti a fuoco basso e quando questa si sarà cotta nella parte inferiore, tagliarla in quattro parti e girarla con una spatola per terminare la cottura anche dall'altra parte.
Quando anche la seconda parte sarà cotta, tagliare il kaiserschmarrn in più parti con l'aiuto di una forchetta e servirlo ancora caldo con della salsa di mele e spolverarlo con dello zucchero.
Per la salsa di mele:
4 mele sugose
30 gr di zucchero
1 bastoncino di cannella
½ bicchiere di vino bianco.
Sbucciare e tagliare le mele a pezzetti. Cuocerle a fuoco basso per 15 minuti con poca acqua, lo zucchero ed il vino bianco.
Togliere il bastoncino di cannella e schiacciarle o passarle al setaccio.
domenica 15 febbraio 2009
Crostata di ricotta e cioccolato
Ingredienti:
per la pasta frolla
50 g di farina
100 g di zucchero
150 g di burro
3 uova intere
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1 arancia
2 cucchiai di essenza di fiori di arancio
per la farcia
500 g di ricotta
25 cl di panna liquida
100 g di gocce di cioccolato
80g di zucchero
1 uovo
un pizzico di cannella
1 cucchiaio di essenza di fiori di arancio
Preparazione:
Ho anche dovuto aggiungere (solo esternamente) parecchia farina intorno alla palla di pasta - molto collosa - che ho formato e avvolto nel cellophane, riponendola nel frigo per 30 minuti.
Nel frattempo ho mescolato gli ingredienti della farcia, con la massima delicatezza.
Ho poi preso lo stampo, l'ho imburrato e infarinato. Ho preso la palla di pasta frolla che ho - con fatica, eh - steso co matterello e adagiato sul fondo dello stampo, alzandolo ai lati per fare il bordo (cfr. foto); rovesciato all'interno la farcia e livellato. E aggiunto le striscioline canoniche.
Poiché si dice che questo tipo di crostata brucia facilmente, l'ho fatta cuocere per 45', ma a partire dal 25esimo minuto, sono andata a controllare la situazione ogni 5'.
E poiché - infine - siamo di S. Valentino, ho aggiunto due cuori fatti con la pasta che ho spennellati - una volta cotti - con marmellata di fragole. All'ultimo momento, ho messo anche lo zucchero a velo, coprendo i cuori con carta stagnola.
P.S. È da quando avevo 14 anni che sbavo sulle crostate di ricotta. Quando sono in Italia, la prima cosa che compro è un cannolo ripieno. Mangio ricotta in quantità industriali. Eppure è la prima volta in vita mia (e andiamo verso le 51 primavere) che preparo una crostata di ricotta.
Quenelles à la lyonnaise
Les quenelles sono del tipo nature e non au brochet (= al luccio, che non sopporto).
Che cosa sono? Di che cosa sono fatte? Cliccate qui.
Ingredienti:
3-4 quenelles
3 grossi funghi champignon
1 scatola di pomodori pelati (400 g)
olio extra vergine d'oliva
prezzemolo tritato
sale q.b.
aglio (io uso quello in polvere).
Vino scelto per accompagnare il piatto: un Bourgogne rosso.
Dopo 10 minuti di cottura, aggiungo le quenelles.
Fuoco sempre a temperatura media.
Dopo 15-20 minuti, tutto è pronto.
1. Esistono in vendita quenelles anche piccole, ma si gonfiano come le altre e alla fine diventano un po' molli, mentre quelle della mia marca preferita (clicca qui) restano sode. A mio avviso, sono le migliori.
2. Si possono - volendo - tagliare a rondelle (sul piatto, non prima, ovviamente). Sono leggere e al tempo stesso saporitissime.
3. A Parigi, esistono mini ristoranti (si chiamano Bar à Soupes & Quenelles Giraudet) in cui si cucinano solo quenelles (se capitate da queste parti provatele, ma ripeto: preferite le "nature" alle "brochet"!)
4. Molti non le conoscono. Non siete soli. Gli stessi francesi, spesso, ne ignorano l'esistenza.
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Supplemento di informazione:
Io non le faccio da me, le quenelles. Preferisco comprarle bell'e fatte. Ma per chi volesse provarvi - anche perché magari in Italia sono difficili a trovarsi -, vi traduco la ricetta francese.
140 g di burro
sale, pepe
140 g di farina
4 uova
Far scaldare e fondere latte con burro, sale e pepe. Togliete dal fuoco. Aggiungere poi tutta insieme la farina e girare fino ad ispessimento. Lasciar raffreddare e aggiungere (uno alla volta) le uova. Mescolare bene.
Lasciare una notte in frigo (ma non tutti lo fanno).
Formare le quenelles (con due cucchiai, passando l'impasto da un cucchiaio all'altro) e cuocere 10 minuti in acqua bollente, già salata e con un po' di olio per non fare attaccare le quenelles tra loro (ho visto un po' di video su youtube). Scolare.
Attenzione! Non fatele troppo grosse ché cuocendo raddoppiano di volume.
Spaghettini ai gamberoni

Ingredienti per 2/3 persone:
200/300 g di spaghetti (meglio se spaghettini)
400 g di gamberoni
400 g di pomodori pelati
olio extra vergine d'oliva
prezzemolo
aglio (al solito, io uso quello semolato)
sale (io preferisco quello grosso)
vino bianco (una spruzzata)
peperoncino (facoltativo, ma obbligatorio per me)
Preparazione:
Prendere una larga padella antiaderente. Mettere l'olio, subito dopo i gamberoni passati sotto l'acqua fredda, l'aglio, il prezzemolo e far cuocere per un minuto.
Spruzzarvi sopra il vino bianco. Far cuocere a fiamma alta per due minuti. Aggiungere i pomodori pelati sminuzzati (a me piace farlo con le mani) e il sale. Far cuocere a fuoco medio per quindici minuti
Nel frattempo, avrete messo l'acqua per gli spaghetti.
Procedete come sapete fare.
sabato 14 febbraio 2009
Galani
500 gr. di farina
2 uova (meno un albume).
40 gr di zucchero.
40 gr. di burro fuso.
un pizzico di sale.
limone grattuggiato.
3/4 di bicchiere di vino bianco.
rum, anice e vaniglia.
Mescolare tutti gli ingredienti fino a formare una palla solida. Passare attraverso la macchinetta della pasta la sfoglia sottile e tagliarla a rettangolini (al centro del rettangolo fare un altro taglio).
Friggere in olio abbondante, scolarli e infarinarli di zucchero a velo.
giovedì 5 febbraio 2009
Frittelle di mele
1 bustina di lievito
un bicchiere di latte
2 mele di media grandezza
mezzo bicchiere di grappa
uvetta, pinoli a piacere
7 cucchiai di zucchero
un pizzico di sale
scorza di limone
olio per friggere
Tagliate le mele come le carote julienne, aggiungete lo zucchero, il lievito,il latte, la grappa, l' uvetta, un pizzico di sale e la buccia di limone,per ultimo la farina. Mescolare il tutto con le fruste a spirale (non quelle per montare la panna).l' impasto deve essere ben omogeneo. Con un cucchiaio mettete la pasta preparata in una pentola con l 'olio bollente ma non troppo aiutandovi con un dito bagnato d' acqua. le frittelle devono gallegiare nell' olio.