lunedì 23 agosto 2010

bocconcini di pollo al sesamo

Per non sentire le lamentele del cene, che odia i petti di pollo, ho preparato questi gustosi bocconcini e, devo dire, che sono venuti proprio buoni!

ingredienti e dosi:
400 gr. di petto di pollo
1 uovo
50 g di latte
farina bianca
semi di sesamo
salsa di soia
insalata lattughino
2 limoni
olio di oliva
sale


Tagliate il petto di pollo a pezzi delle dimensioni di piccole noci.Sistemateli nel fondo di un piatto e irrorateli con mezza tazzina da caffè di salsa di soia e con il succo filtrato di un limone, lasciandoli in questa marinata per almeno 10 minuti.Battete in una ciotola l'uovo con il latte e pochissimo sale.Mettete su due vassoietti diversi un po' di farina e 2 pugni di semi di sesamo.Sgocciolate i bocconcini di pollo, passateli nella farina, quindi nell'uovo battuto e infine nei semi di sesamo, premendoli leggermente affinché risultino ben ricoperti.Scaldate abbondante olio e friggete i bocconcini a circa 190 gradi in modo che coloriscano fuori e cuociano all'interno.Serviteli con fettine di limone e con lattughino.

mercoledì 28 luglio 2010

La tisana fredda di Strega Te

StregaTE (potete leggerlo Strega Tè oppure stregate, come ti stregano i profumi di questo luogo incantato) è un delizioso negozio ubicato nel centro di Bologna specializzato in tè, infusi, tisane e altre amenità del genere. I miei amici sanno bene quanto io non ami le "acque calde", in quanto sono una inguaribile amante del caffè, unica bevanda calda che riesco ad apprezzare e a gustare con autentico piacere.
Ma entrare da StregaTe ed esserne stregati è tutt'uno: il profumo di tè, erbe, spezie, i colori, la gentilezza delle titolari, la calma olimpica con cui si viene serviti (bisogna andarci senza fretta, basta avere una persona davanti e può capitare di aspettare anche mezz'ora prima di ricevere l'attenzione che viene riservata in modo analogo a tutti, indistintamente tutti, i clienti), sono un'esperienza in grado di rendere piacevole anche una giornata iniziata male. Così, grazie a questo negozio anch'io mi sono parzialmente piegata alla cultura delle erbette macerate in acqua...
La scoperta che vi propongo oggi è stata fatta grazie a una coppia di amici, Edo e Titti, che me l'hanno fatta assaggiare a casa loro. Si tratta di un infuso freddo adattissimo a queste giornate estive in cui si beve tanto, si ha voglia di variare perché la solita acqua a volte viene a noia ma non si ha voglia di bibite dolci o di schifezze gassate.
Questa delizia si chiama Limoncello e la composizione la trovate cliccando qui.
Il bello è che si può preparare a freddo. Basta mettere un cucchiaio di miscela dentro a una caraffa da un litro piena d'acqua e lasciarla in infusione dentro al frigorifero per 12 ore. Poi si filtra, et voilà. Una delizia rinfrescante e dissetante, capire non lo può chi non lo prova.

sabato 10 luglio 2010

Il camembert non vi ispira più? Bruciatelo!

Scherzo, ma forse no.
A volte una confezione di Camembert finisce per fare tristezza, lì nella sua scatolina tonda, sperduto nel frigorifero vuoto. Ci pare troppa roba da mangiare (soprattutto da finire!) per noi che magari siamo da soli.
Temiamo cominci a puzzare di acido fenico, di lì a qualche giorno.

Che fare? Se il camembert conserva la sua scatoletta  che non dev'essere di plastica né di cartone bensì DI LEGNO LEGGERO ed è avvolto in una carta similforno... aprite la scatola, togliete il coperchio, aprite il formaggio. incidete una croce sulla sola crosta con un coltello.  Mantenete la carta forno che la avvolge (se plastificata, no, sostituitela con della carta forno e rinfoderatela nella sua scatola) e schiaffate il tutto nel forno a 180° (preriscaldato) per 15' (ma usate gli occhi). Se mettete un contenitore che raccoglie il travaso (eventuale) di formaggio è meglio.
C'è chi lascia il coperchio sopra il camembert, io no.

Nel portarlo a tavola potete farci scivolare una goccia di miele, accompagnarlo con dell'uva o dei fichi zuccherini. Tanta insalata, del pane al sesamo o al farro (almeno, così piace a me. Poi, voi... fate voi).
Da (de)gustare in fretta.

mercoledì 30 giugno 2010

La cucina degli avanzi: come ti invento una quiche di melanzane al camembert

 (ecco, l'ho appena rifatta - ci sono anche i peperoni, qui, 
altri avanzi di un panier potager -
pensando a Marella)

Quand'ero piccola e fin verso la prima adolescenza, in casa mia non v'erano né libri né soldi.
Sicché mamma a volte doveva ricorrere agli avanzi (avanzi intonsi) come di qua una zucchina, di là una melanzana, due tocchetti di formaggio che nessuno più mangerà...

Lei era brava a fare la pasta brisée con le mani (io non sono capace oppure non ho pazienza, ma temo di non avere entrambe le cose), e confesso che non vado pazza per la pasta brisée.

L'altra sera era una di quelle sere che apri il frigo e urli: "Non c'è niente da mangiare, stasera!".

Ma ho trovato una grossa melanzana, una cipolla rossa (vanno di moda quelle di Tropea anche qui in Francia), due spicchi di aglio fresco, un camembert strapazzato (mia madre direbbe: «smastricciato», rende meglio l'idea), un po' di prezzemolo piatto (cioè italiano). Io sono una fan della pasta sfoglia (industriale, va da sé) della ditta Marie (perché è l'unica che è fatta con 100% di burro. E infatti costa il doppio delle altre, ma un euro e settantacinque centesimo non gettano nessuno sul lastrico).

E dunque (scriverebbe Baricco).

1. Acceso il forno a 190°C
2. Aperta la confezione di pasta sfoglia Marie, bucherellata leggermente, disposta dentro uno stampo con diametro di 20 cm.
3. Preso una padella capiente (tipo wok, non per un motivo particolare, solo perché mi piace la sua forma), fatta riscaldare un attimo, poi olio e.v.o., aglio prezzemolo melanzana (grossa, ma di quelle viola scuro) a tocchetti sale grosso (per fare prima), coperchio per l'inizio. Sul gas a cuocere (non mi ricordo per quanto, grosso modo 20 minuti a temperatura moderata: 5-6)
4. Tagliato a quadrottini il camembert e disposto sul fondo della pasta sfoglia
5. Fatta raffreddare la padellata di melanzana
6. Messo suo contenuto nella teglia
7. Ripiegato i bordi della pasta sull'interno della teglia (come a volerne fare un saccottino, cfr. foto
     in alto)
8. 30 minuti in forno a 180°-200°

Bisognerebbe lasciar raffreddare. Non ci sono mai riuscita.
Attenzione, è molto saporita.

L'accompagno sempre con una bella cucchiaiata di Amora mi-forte e con questo caldo metto in tavola un rosé molto semplice e a buon mercato (Roche Mazet Cinsault vin de Pays d'Oc cuvée spéciale 2009) e come dice l'etichetta Rond et Fruité en bouche (dal sapore rotondo  e dal profumo fruttato)

sabato 5 giugno 2010

Melanzane della nonna Lella, ovvero le melanzane fritte

La nonna Lella, cioè mia mamma, adora il fritto. Le piace che resti bello croccante anche dopo un po' che lo si è preparato, così ha cominciato a impanare le fette di melanzana con il semolino invece che con il pangrattato. Il risultato è strepitoso: melanzane belle croccanti e gustose anche dopo un paio d'ore! Gli ingredienti, per 4-5 persone, richiedono: 2 melanzane piuttosto grandi, o 3 di grandezza media, semolino, sale q.b., olio per friggere.
Si tagliano le melanzane a fette rotonde spesse circa come il dito mignolo, le si salano e le si fanno "spurgare" per una decina di minuti, poi si lavano, si asciugano, si passano nel semolino premendo leggermente per farlo aderire bene alle fette, poi si friggono in abbondante olio, si scolano ben bene nella carta asciugante, si aggiunge un po' di sale e poi buon appetito!

martedì 25 maggio 2010

Un tenero amore


Visitare un agriturismo riporta alla origini, fa apprezzare i vecchi lavori agricoli, avvicina alla natura.
Era bello e grande quell’agriturismo. Oltre alle verdure freschissime c’era anche un piccolo allevamento di pecore e capre. Ed eccolo lì, l’agnellino appena nato che necessitava di cure particolari. La madre non poteva allattarlo così ogni due ore lo si doveva alimentare con un piccolo biberon. Era un sacrificio ma quanto amore spingeva la signora Giovanna a sacrificare il sonno per aiutare il piccolo a superare il momento critico. Quanto tempo per portarlo per qualche attimo dalla mamma affinchè potesse sentire il suo calore e lei non si dimenticasse del figlio.
Ecco, anche questi valori si sono persi nella frenetica nostra vita di plastica nella quale le insalate crescono nei banchi frigo dei supermercati ed i pomodori sono tutti uguali e senza sapore, di plastica appunto. Odori antichi di erba, di sole, di selvaggio deliziavano le nostre narici cittadine.
Ancora con negli occhi una scena così bucolica e nel cuore un’infinita tenerezza, ci avviammo nel piccolo ristorante. Eh sì, ormai gli agriturismo offrono prodotti sani da portare a casa ma anche da gustare in loco. Cibi semplici e genuini.
Chiedemmo alla signora Giovanna quale fosse il loro piatto forte e lei con un sorriso soave, che portava dentro tutta la tenerezza che avevamo visto con quell’agnellino, rispose: “l’agnello al forno, non dovete perdere l’agnello al forno, è la nostra specialità, tenerissimo”…….
Ma come, prima tante smancerie, tante tenerezze, tante preoccupazioni e poi l’agnellino me lo mettono in padella? No, meglio optare per un piatto vegetariano.

Lasagne al pesto

Ingredienti per 4 persone.

250 g di lasagne
300 g di fagiolini lessati
300 g di patate lessate
500 g di latte
40 g di burro
40 g di farina
200 g di crescenza

Per il pesto:

50 g di foglie di basilico
½ bicchiere di olio extravergine
6 cucchiai da cucina di parmigiano reggiano
2 cucchiai da cucina di pecorino
1 cucchiaio da cucina di pinoli
1 spicchio d’aglio
qualche grano di sale grosso

Il vero pesto dovrebbe essere “pestato” nel mortaio ma basta anche frullarlo in un comune frullatore, aggiungendo più olio quando richiesto.

In una casseruola, far sciogliere il burro. Unire la farina ed il latte mescolando per togliere gli eventuali grumi. Salare, e cuocere fino a quando la besciamella comincia a solidificare. A questo punto aggiungere la crescenza spezzettata. Lasciarla sciogliere sempre mescolando. La besciamella deve rimanere un poco liquida.

Ungere una teglia, distribuire, a strati le lasagne, il pesto, i fagiolini spezzettati e le patate a tocchetti. Ricoprire con la besciamella e procedere terminando con uno strato di lasagne che verranno interamente ricoperte dalla besciamella rimasta in modo che, a fine cottura, rimanga una crosta croccante.

Cuocere in forno caldo a 200° per 30 minuti o fino a quando l’ultimo strato avrà un bel colore dorato.

venerdì 30 aprile 2010

Parmigiana di melanzane di Maf

Dopo uno scambio di ricette avvenuto sul vecchio forum del Ruggito del Coniglio, ho elaborato la mia ricetta che si avvicina molto a quella siciliana. Negli ultimi tre anni ha avuto molto successo: piatto preferito dal mio ex-parafidanzato, ma soprattutto dalla mia amica Anna. 
Un anno fa (come ieri) Anna ha subito un trapianto di midollo osseo per guarire da una leucemia cattiva. Dopodomani compirà 48 anni e festeggerà con alcune amiche il definitivo ritorno alla vita. Mi ha chiesto espressamente di portare un po' delle mie ormai mitiche melanzane, niente di che secondo me ma, in onor suo, ecco la mia ricetta.

Per il sugo:
polpa di pomodoro Mutti
aglio
peperoncino
un pizzico di zucchero
sale di Cervia aromatizzato alle erbe
olio evdo
basilico fresco

Far soffriggere l'aglio nell'olio insieme al peperoncino. Versare la polpa di pomodoro, aggiungere un pizzico di zucchero e aggiustare col sale alle erbe. Lasciar cuocere a fuoco molto basso per circa un'ora, a cottura quasi ultimata aggiungere qualche fogliolina di basilico fresco.

Ingredienti:
sugo di pomodoro, melanzane grigliate surgelate (previo scongelamento), parmigiano o grana padano grattugiato in abbondanza, mozzarella (fiordilatte), basilico fresco.

Procedimento:
un cucchiaio di sugo spalmato sul fondo della teglia (o del contenitore di alluminio da forno usa-e-getta), uno strato di melanzane (rimpiendo i "buchi" fra una fetta e l'altra con pezzettini di altre fette), poi uno strato sottile di sugo di pomodoro, pezzettini di mozzarella, parmigiano grattugiato, qualche fogliolina di basilico. Continuare con gli strati fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con pomodoro, mozzarella e parmigiano.
Cuocere in forno a temperatura media per circa 45 minuti, coprendo il contenitore con un foglio di alluminio. Togliere il foglio e lasciar gratinare altri 10 minuti.
Spegnere il forno e far riposare tutta la notte. Da mangiare rigorosamente il giorno dopo, a temperatura ambiente o solo leggermente riscaldata.

Buon appetito. Ma soprattutto: buon compleanno, Anna. Mille di questi giorni, mille di queste melanzane.