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martedì 29 gennaio 2019

Brioche salata

Una brioche salata che può anche essere considerata uno svuotafrigo, la propongo sempre nei picnic e riscuote un certo successo. La prima volta che la preparai fu per la prima Comunione di mio figlio Filippo, circa 19 anni fa, quando preparai tutta da sola un enorme rinfresco, sia salato sia dolce. Preparai così tante cose da spedire a casa gli ospiti (una quarantina di persone) ciascuna con il suo pacchettino!
Nel corso degli anni, diventando vegetariana, ho eliminato il salamino che farebbe parte della ricetta, lasciando i formaggi.
Ed ecco ingredienti e ricetta.

Ingredienti:
farina tipo1 500 g, latte 250 cc, burro 100 g, lievito di birra 30 g o una bustina di lievito liofilizzato, 4 uova, emmenthal 100 g, provolone piccante 100 g, provolone dolce 150 g, facoltativo salame tipo milano o cacciatorino 200 g.

In una terrina unire alla farina un pizzico di sale e il burro fuso, il lievito sciolto nel latte tiepido, poi una alla volta le uova. Lavorare bene fino a che il composto è omogeneo e liscio, di consistenza elastica. Tagliare a pezzetti piuttosto piccoli sia i formaggi, sia l'eventuale salame e aggiungerli all'impasto. Imburrare e infarinare una tortiera con cerniera e versarvi l'impasto, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare per circa 2 ore. Preriscaldare il forno a 180°, cuocere per 50', comunque facendo la prova della lama del coltello che deve uscire asciutta. Lasciare raffreddare prima di aprire la cerniera e servire.

lunedì 30 aprile 2012

PIZZA DI SCAROLA DI ARMANDA

Tanti anni fa sul Forum del Ruggito del Coniglio Manu raccontò che Armanda per il suo compleanno le aveva preparato la pizza di scarola, ovviamente con le candeline sopra, visto che lei non ama per niente i dolci. Ci fu una lunga discussione, alla fine della quale Armanda postò la ricetta con questa premessa:
"faccio la pizza da tanti anni e ci sono volte in cui la pasta mi viene particolarmente buona. Un segreto me lo ha insegnato la mamma di un mio alunno: mettere il latte nell'impasto. Così viene molto più morbida e se la lievitatura viene fatta bene si mangia una pizza veramente buona. Inoltre sono convinta di una cosa: la pizza fatta in casa è l'unica che il giorno dopo, riscaldata, continua ad essere buonissima."

Ingredienti: Per la pasta: 6 etti di farina, 2 bicchieri di latte, acqua q.b., un cucchiaino di zucchero, lievito di birra in panetto o ppure in grani, ma sempre di birra e non istantaneo.
Per il ripieno: un chilogrammo di scarola lessata in acqua salata, una quindicina di olive di Gaeta, un cucchiaio di uva passita fatta rinvenire in acqua tiepida, un cucchiaio di pinoli, aglio, olio.

Preparazione: fare la pasta mescolando in una insalatiera capiente la farina, un cucchiaio di zucchero e il lievito (se è quello che in panetto farlo sciogliere in un poco di acqua tiepida) e aggiungere latte e acqua (tiepidi se il lievito è in panetto) fino ad ottenere un impasto che non sia appiccicoso ma morbido e liscio. Infarinare la palla di pasta, coprire l'insalatiera con uno strofinaccio e mettere in un posto caldo a lievitare per circa due ore (io lo metto in forno con la luce accesa).
In una padella far soffriggere l'aglio e quando si è dorato toglierlo e mettere la scarola strizzata. Nel frattempo snocciolare e fare a pezzi le olive e, quando la verdura è cotta, mettere l'uvetta, le olive e i pinoli, mescolare e spegnere il fuoco.
Stendere un disco di pasta, infarinare la teglia e adagiarlo sopra. Mettere la scarola ripassata e stendere una seconda sfoglia sopra, attaccare il bordo, forare la superficie con una forchetta, mettere un po' d'olio sulla superficie e infornare a 240° per circa 20 minuti.

PS: quando ho elaborato questa ricetta avevo ancora il forno a gas, ora sono passata da poco a quello elettrico e l'ho sperimentato ancora poco. Ho l'impressione che la temperatura deve essere un po' più bassa (220-200) e il tempo più lungo (mezz'ora). Comunque la pizza è cotta quando sotto, se alzate con una paletta è bella compatta e dorata. Attenzione a scolare bene la scarola.

Armanda

martedì 10 aprile 2012

Torta di Pasqua

E' la ricetta perugina di mia suocera, andrebbe mangiata con il capocollo ma, visto che in padania non si trova, io la mangio con il prosciutto toscano o quello di norcia che sono più saporiti.

ingredienti:
1/2 kg di farina
1 etto e mezzo scarso di margarina
1 etto di groviera o formaggio saporito, un etto di parmigiano e pecorino grattuggiato
5 uova
sale
lievito di birra 1 quadratino + un altro pezzetto

Nella farina aggiungere le uova, la margarina precedentemente sciolta, il sale, il formaggio grattuggiato, e il lievito sciolto in un po' d'acqua. Impastare bene, deve risultare un impasto morbido. Aggiungere il groviera a tocchetti e incorporare.
Imburrare uno stampo stretto e alto (11x20) ma si può usare anche lo stampo rettangolare, versare l'impasto fino alla metà e lasciarlo ben lievitare.
Infornare in forno caldo e cuocere a 170/180° finchè non prende un bel colore dorato. Forare con uno stuzzicadenti per accertarsi che l'interno sia cotto. Questo per lo stampo grande, se si cuoce in uno più piccolo servirà meno tempo di cottura.

lunedì 9 aprile 2012

TORTA CON LE ERBETTE

Ultimamente ho cominciato a sperimentare l'uso di farine alternative al grano, ma non è sempre facile, così mi son buttata alla ricerca di pubblicazioni sul pane e anche sulla cucina vegetariana, ma che possa piacere anche a chi vegetariano non è. La ricetta di questa torta salata l'ho trovata su Sorprese di pane, Macro edizioni, a cura di Silvia Strozzi. Naturalmente ho dovuto apportare qualche modifica, rispetto alla ricetta originale, che vorrebbe le erbette di campo, oltre agli spinaci.
Ingredienti per la pasta: 300 g. di farina di avena, 100 g. di farina 0, 50 g. di pangrattato per la teglia, 3-4 cucchiai di olio extravergine , 40-50 ml. di acqua.
Ingredienti per il ripieno: 300 g. di spinaci, 350 g. di bietole (nella ricetta originale ci sarebbero 150 di ortiche o tarassaco e 200 g. di erbette), 4-5 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 porro, 1 cucchiaino di asa foetida al posto di uno scalogno.

Ho mondato e lavato spinaci e bietole, pulito il porro e affettato sottilmente. In una teglia ho messo 3 cucchiai di olio di oliva extravergine, l'ho scaldato e ho messo un cucchiaino di asa foetida, che è una spezia che sostituisce egregiamente lo scalogno, o l'aglio e la cipolla, non avendone gli effetti collaterali, e l'ho mescolata bene all'olio, ho fatto scaldare un po' poi ho aggiunto spinaci e bietole e ho coperto, lasciando stufare il tutto. Nel frattempo ho impastato le due farine con l'olio e l'acqua fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo che ho messo in frigo a riposare per una mezz'oretta.
Ho acceso il forno perchè si scaldasse a 180°.
Ho frullato grossolanamente le verdure, dopo averle fatte asciugare bene e averle aggiustate di sale, e ho aggiunto il pecorino grattugiato.
Ho diviso in due l'impasto e con il mattarello le ho stese in due sfoglie, una l'ho usata per foderare la teglia unta di olio e cosparsa di pangrattato, ho versato le verdure frullate, poi ho coperto con la seconda sfoglia che ho bucherellato. Siccome c'era un'eccedenza di pasta con gli stampini dei biscotti ho fatto dei cuoricini che ho applicato sopra la torta aiutandomi con un po' di acqua, poi ho spennellato la torta con olio e ho messo in forno per 45 minuti.
Andrebbe mangiata calda, ma è buona anche fredda.
A mio parere sulla superficie della torta andrebbe cosparso un po' del sale grosso per renderla un po' più appetitosa e i cuoricini potrebbero essere spolverizzati di pecorino o parmigiano.
Questa ricetta ricorda molto quella delle torte salate ebraiche di Pasqua, senza lievito, ma anche senza uova.

mercoledì 19 gennaio 2011

Torta Vesuvio

Su Faccialibro faccio parte di un gruppo di mamme, e anche un papà, che amano cucinare e fotografare le loro produzioni culinarie. E' un gruppo variegato come età e come provenienze geografiche, e anche come gusti, così ci scambiamo ricette di ogni tipo, sia delle varie tradizioni regionali, sia con contaminazioni da paesi diversi dall'Italia. La caratteristica che però accomuna il gruppo è quella di fare una torta partticolare, la torta delle rose, sia dolce che salata, torta della sorellanza, in un qualche modo.
Io non l'ho mai fatta e oggi per la prima volta mi sono prodotta in una variante salata.
Ecco la ricetta.
Ingredienti: 3 uova, 100 g. di latte, 100 g. di burro ammorbidito, 25 g. di lievito di birra (o 1 bustina di lievito di birra liofilizzato), 550 g. di farina, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 2 cucchiai di parmigiano. il ripieno di questa torta è fatto con 200 g. di emmenthal grattugiato e 200 g. di prosciutto cotto affettato e poi fatto a quadratini.

Sciogliere il lievito nel latte tiepido con il cucchiaino di zucchero e un po' di farina, sulla spianatoia mettere a fontana la farina restante, ponendo sul bordo il sale, il parmigiano e i pezzettini di burro. Versare nel centro il lievitino e poco alla volta impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo le uova già sbattute per ultime. Impastare vigorosamente fino ad avere un impasto liscio ed elastico. Mettere l'impasto in una terrina, coprire e lasciare lievitare per un'ora e mezza fino a che l'impasto non raddoppia il suo volume. terminata la lievitazione, suddividere l'impasto in palline di circa 50 g. l'una: ne vengono circa 16 o 17.  Con il mattarello stendere ogni pallina e riempire ogni piccola sfoglia di circa un cucchiaio abbondante ripieno, poi chiudere come un fagottino. posizionare i fagottini con la chiusura all'ingiù in una tortiera abbastanza grande imburrata e infarinata, tenendoli vicini uno all'altro. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto e cospargere di semi a scelta, io ho usato quelli di sesamo. Infornare in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Sfornare e attendere un po': la torta va servita tiepida.

martedì 31 agosto 2010

Torta salata di cipolle di Titina-Robylin

Capita ogni tanto che all'eremo vengano a trovarci amici conigli e che si facciano mini-raduni molto, molto divertenti. Questa volta sono venuti a trovarci Mafalda, Lorenzino e Titina, che dopo l'ultimo servizio fotografico che ha pubblicato su Facebook, è stata risoprannominata Robylin. Ognuno di loro ha contribuito al pranzo: Mafalda ha portato il pane fatto da lei, Lorenzino le prugne e i pomodori del suo orto e Titina la suddetta torta che ha avuto un successo strepitoso, al punto che è sparita in meno di un secondo!

Ingredienti per la pasta: 1 bicchiere di olio di oliva extravergine; 1 bicchiere di vino bianco; 2 belle prese di sale; 1 cucchiaino di lievito per torte salate; 500-600 g. di farina.

Ingredienti per il ripieno: 3 cipolle gialle; 8 pomodorini; una ventina di olive nere; una manciata di uvetta; sale, pepe e olio d'oliva.

Preparare la pasta impastando tutti gli ingredienti insieme ottenendo un impasto morbido come la pasta da pane. Avvolgerla in una pellicola e mettere a riposare in frigo.
Ammollare l'uvetta in acqua tiepida. Affettare grossolanamente le cipolle e farle soffriggere in una padella con un po' d'olio, aggiungendo sale e pepe. Quando sono imbiondite aggiungere un bicchiere scarso di acqua e lasciare cuocere a fuoco medio perchè l'acqua venga tutta assorbita. Aggiungere i pomodorini tagliati in quattro e le olive snocciolate e tagliate a pezzetti e fare asciugare anche il sugo dei pomodorini, poi aggiungere anche l'uvetta ben strizzata e lasciare cuocere ancora per 2 minuti.
Ritirare la pasta dal frigo, dividerla in due parti e stenderle in due dischi con il mattarello. Mettere un disco sulla placca del forno foderata da carta da forno, stenderci sopra il ripieno, ricoprire con l'altro disco sigillando bene con le dita, bucherellare la superficie della torta con una forchetta, infornare a 200° per circa un'ora. E' buonissima tiepida ma anche fredda!

mercoledì 30 giugno 2010

La cucina degli avanzi: come ti invento una quiche di melanzane al camembert

 (ecco, l'ho appena rifatta - ci sono anche i peperoni, qui, 
altri avanzi di un panier potager -
pensando a Marella)

Quand'ero piccola e fin verso la prima adolescenza, in casa mia non v'erano né libri né soldi.
Sicché mamma a volte doveva ricorrere agli avanzi (avanzi intonsi) come di qua una zucchina, di là una melanzana, due tocchetti di formaggio che nessuno più mangerà...

Lei era brava a fare la pasta brisée con le mani (io non sono capace oppure non ho pazienza, ma temo di non avere entrambe le cose), e confesso che non vado pazza per la pasta brisée.

L'altra sera era una di quelle sere che apri il frigo e urli: "Non c'è niente da mangiare, stasera!".

Ma ho trovato una grossa melanzana, una cipolla rossa (vanno di moda quelle di Tropea anche qui in Francia), due spicchi di aglio fresco, un camembert strapazzato (mia madre direbbe: «smastricciato», rende meglio l'idea), un po' di prezzemolo piatto (cioè italiano). Io sono una fan della pasta sfoglia (industriale, va da sé) della ditta Marie (perché è l'unica che è fatta con 100% di burro. E infatti costa il doppio delle altre, ma un euro e settantacinque centesimo non gettano nessuno sul lastrico).

E dunque (scriverebbe Baricco).

1. Acceso il forno a 190°C
2. Aperta la confezione di pasta sfoglia Marie, bucherellata leggermente, disposta dentro uno stampo con diametro di 20 cm.
3. Preso una padella capiente (tipo wok, non per un motivo particolare, solo perché mi piace la sua forma), fatta riscaldare un attimo, poi olio e.v.o., aglio prezzemolo melanzana (grossa, ma di quelle viola scuro) a tocchetti sale grosso (per fare prima), coperchio per l'inizio. Sul gas a cuocere (non mi ricordo per quanto, grosso modo 20 minuti a temperatura moderata: 5-6)
4. Tagliato a quadrottini il camembert e disposto sul fondo della pasta sfoglia
5. Fatta raffreddare la padellata di melanzana
6. Messo suo contenuto nella teglia
7. Ripiegato i bordi della pasta sull'interno della teglia (come a volerne fare un saccottino, cfr. foto
     in alto)
8. 30 minuti in forno a 180°-200°

Bisognerebbe lasciar raffreddare. Non ci sono mai riuscita.
Attenzione, è molto saporita.

L'accompagno sempre con una bella cucchiaiata di Amora mi-forte e con questo caldo metto in tavola un rosé molto semplice e a buon mercato (Roche Mazet Cinsault vin de Pays d'Oc cuvée spéciale 2009) e come dice l'etichetta Rond et Fruité en bouche (dal sapore rotondo  e dal profumo fruttato)

domenica 31 gennaio 2010

MELANZANE ALLA PARMIGIANA DELLA NONNA LELLA

La nonna Lella è la mia mamma, cuoca sopraffina che in questi ultimi mesi oltre ad ospitarci a casa sua ci ha abbondantemente nutrito, fa questa variante delle melanzane alla parmigiana che prevede anche le patate e che quindi in realtà è una torta di melanzane e patate.
Ecco come si fa.
Ingredienti per 5 persone: 3 melanzane piuttosto grandi, patate in proporzione alle melanzane, passata di pomodoro profumata con aglio, cipolla e basilico, parmigiano in abbondanza, 2 uova.

Esecuzione: tagliare le melanzane a fette di circa 1 dito, salarle e lasciarle scolare per circa un'ora per togliere l'acqua di vegetazione che è amara. Intanto che le melanzane scolano, tagliare a fette piuttosto sottili le patate, friggerle e scolarle bene. prendere le fette di melanzana, strizzarle bene, infarinarle e friggerle, poi asciugarle bene nella carta da cucina. Prendere una teglia di medie dimensioni e cospargere il fondo con la passata di pomodoro. Fare strati con le fette di melanzane, le patate, la passata di pomodoro e abbondante  parmigiano. Mettere in forno scaldato a 150°. Quando la cottura è quasi ultimata, dopo circa 30', sbattere le due uova con un pizzico di sale come per fare una frittata, versarle sulla superficie delle melanzane e lasciare in forno fino a termine di cottura, quando sulla superficie si sarà formata un crosticina dorata.

venerdì 26 giugno 2009

torta salata da un minuto

torta salata da 1 minuto



ho trovato questa ricetta in un blog, purtroppo non ricordo quale, la faccio abbastanza spesso ed è molto apprezzata in famiglia

INGREDIENTI:
100 gr di acqua tiepida
250 gr farina 00
50 gr di olio di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per torte salate

LAVORAZIONE
mettete tutti gli ingredienti nel robot da cucina o nella macchina del pane, fate impastare per 1 minuto, poi mettete l'impasto sul piano da lavoro e impastate per 1 altro minuto.
stendere in una teglia e farcirla a piacere
cuocere in forno a 180° per 45 min

questa della foto l'ho farcita così:
ho tagliuzzato 4 pomodorini piccoli, un piccolo salamino affumicato, una mozzarella e poche striscioline di peperoni sott'aceto.
ho sbattuto un uovo, aggiunto sale e un goccino di latte, ho aggiunto gli ingredienti tagliuzzati prima e ho ricoperto l'impasto...poi siccome avevo un pò di impasto in più ho decorato ( malamente) la torta salata
l'altra torta salata invece l'ho fatta senza decorazioni:-)

lunedì 23 febbraio 2009

Quiche lorraine à ma façon


Ingredienti:

1 confezione di pasta brisée (tonda)
100 g di lardons fumés (pancetta affumicata a dadini)
4 uova
1 vasetto di crème fraiche épaisse (panna da cucina fresca e consistente. Se in Italia non si trova, mettere in frigo quella che trovate in tetrapack). Usarne 150-200 g.
noce moscata
sale, pepe q.b.
100 g emmenthal rapé (vale a dire: grattugiato a fili lunghi)
__________

Usare una teglia bassa (per esempio, da crostata) di diametro un po' inferiore a quello della pasta brisée
preriscaldare il forno per 15 mn a 22o°

_________

Srotolare la pasta brisée dopo averla fatta ammorbidire e punzecchiarla con i rebbi di una forchetta. Disporre i lardons fumés sul fondo.
In una terrina, sbattere le uova intere cui aggiungere un po' di sale (non troppo, già la pancetta affumicata è salata), pepe e una grattugiata di noce moscata che dà miglior sapore.
Incorporarvi poi delicatamente la crème fraiche. Rovesciare l'amalgama sulla pasta brisée stesa e la pancetta affumicata a dadi.

Aggiungere l'emmenthal grattugiato a fili (come da confezione) e ripiegare i lembi della pasta verso l'interno della teglia, aiutandovi coi rebbi di una forchetta.
Mettere in forno riscaldato - a temperatura 180° - per 30-40 mn (se elettrico).
Bucherellare di tanto in tanto la superficie. Far dorare con la funzione grill per gli ultimi 2 minuti.

Avvertenza:
È possibile che non troviate in commercio la pasta brisée bell'e fatta.
È probabile che - come me - non abbiate voglia di prepararla.
Comprate una pasta sfoglia già pronta (purché tonda). Andrà ugualmente bene.
Sarà una quiche un po' speciale, ma sempre buona...

Questa quiche l'ho preparata la settimana scorsa. Ho abbondato in lardons fumés.

giovedì 13 novembre 2008

Crostata di pomodoro

Ingredienti
300 gr. di burro
150 gr. di farina
2/3 uova intere
800 gr. circa, di pomodoro in salsa o in latta
100 gr. di pomodorini
2 scalogni
olio, sale, zucchero, q.b.

Spezie
pepe, paprika, ginepro

Erbe aromatiche
Prezzemolo, rosmarino, basilico, maggiorana.

Esecuzione
Si prepara innanzitutto una pasta per la crostata, farina e burro vengono lavorati insieme in modo veloce per fare un impasto omogeneo; se serve ci si può aiutare con un filo d'acqua. Oltre ad un pizzico di sale all'impasto si aggiunge il rosmarino tritato e un poco di maggiorana. L'impasto lo si avvolge attorno ad uno strofinaccio ben infarinato e lo si lascia a risposare nel frigorifero che ne ha bisogno.

A questo punto si può iniziare a preparare il contenuto della crostata, il succo, il sugo, l'essenza; il resto era solo la scatola che ha certo il suo pregio, ma, come è noto, ha una sua funzione solo in quanto esiste un contenuto, ché altrimenti che ce ne facciamo di questa bella scatola di burro, farina ed erbe? Niente!

Procediamo: si prende il pomodoro, se siete nemici assoluti del pomodoro crudo cuocetelo un pochettino con una casseruola sopra il fuoco (ma ricordatevi anche che starà in forno per molto tempo), poi lasciatelo raffreddare lentamente ed aggiungetevi lo scalogno tritato molto sottilmente, un cucchiaio d'olio, il prezzemolo, e, ovviamente il sale che serve. Infine le due/tre uova; il numero di uova dipende da quanto e liquido il vostro contenuto e da quando sono grandi le vostre uova, nel dubbio, secondo me, è meglio abbondare.

Tagliate a fette i pomodorini.

Tirate fuori l'impasto dal frigorifero e stendetelo con un mattarello preparandovi ad adattarlo al vostro stampo (secondo me lo stampo ha da essere rotondo, ma, ovviamente non sta scritto da nessuna parte che non possa essere rettangolare o ellittico o, perché no, triangolare).

Adagiate sull'impasto messo nella teglia, i pomodorini tagliati a fette sino a ricoprire con uno strato abbastanza fitto tutto il piano della teglia, poi versate la salsa di pomodoro con le uova che sono state ovviamente ben amalgamate, aggiungete quindi un ultimo strato di pomodorini tagliati a fette.

Preparate delle strisce di pasta per decorare la crostata. Se avete fatto la pasta senza parmigiano reggiano si possono fare le tradizionali strisce "a pappardella", mentre se avete usato il parmigiano reggiano probabilmente sarà più comodo non combattere con la facilità della pasta a disfarsi e fare delle strisce a forma di grissino.

Siete al punto di infornare, fatelo in un colpo già caldo a non meno di 180/200 gradi. La crostata dovrà cuocere non meno di una quarantina di minuti e il vostro forno dovrà funzionare abbastanza bene nella distribuzione della temperatura per evitare che il fondo della crostata rimanga crudo.

Appena la cottura è finita, secondo me è il momento di spolverizzare il pepe, e, se l’amate, la paprika. Ovviamente è anche il momento di decorare con alcune foglie di basilico lavate che, a contatto con il calore sprigioneranno un profumo che, secondo me, spiega come mai questa pianta ha un nome che ricorda i re.

Ovviamente, quando chiederete alla crostata di pomodoro di riposare per una giornata o più, lei sarà molto felice di aspettare e potrebbe regalarvi un sapore anche migliore che non quello che vi sa dare appena sfornata!


Note storiche e critiche

Questa ricetta viene da un’edizione Mondadori dei romanzi brevi di Stout con protagonista Nero Wolfe. Qui potete forse vedere di che libro si tratta.

Questa ricetta era inserita alla fine del libro con alcune variazioni. Nel corso degli anni è divenuto patrimonio familiare e per molte estati ha accompagnato i ritorni dal mare.

Ricordo che a Torre Salsa si tornava verso le quattro del pomeriggio e spesso solo perché era finita l’acqua. E allora accadeva che dal frigorifero emergesse questa crostata (intonsa o già assaggiata). La si mangiava mentre il calore la scaldava e liberava tutti i profumi che il freddo come una coperta aveva nascosto.

Il sapore sapeva essere persistente nella bocca e il pomodoro, lo si sa, si sposa con l’estate in modo così eccelso da funzionare anche d’inverno per ricordare il sole e le sere ancora calde che abbiamo passato appoggiati a ringhiere, umane o metalliche.

L’aggiunta del parmigiano reggiano nell’impasto mi è stata suggerita da una rivista di cucina letta quest’estate (agosto 2008) a Mondello. 



giovedì 31 luglio 2008

Torta alle zucchine

Ho sempre avuto una passione smodata per le torte salate. Le trovo appetitose e sono anche molto semplici da preparare, soprattutto utilizzando la pasta sfoglia già pronta! Questa torta l'ho inventata per mio fratello, vegetariano da tantissimi anni.
Ingredienti: una confezione di pasta sfoglia surgelata o di quelle già pronte che si trovano nel reparto frigo del supermercato;
2 o 3 zucchine;
1 confezione di emmenthal da circa 200 g.;
parmigiano grattugiato;
3 o 4 uova.
Stendo la pasta sfoglia in una tortiera adagiandovela insieme alla sua carta oleata. Cospargo il fondo della torta con una parte dell'emmenthal grattugiato a julien, poi aggiungo le zucchine, sempre grattugiate a julien. Sbatto le uova con poco sale e un po' di parmigiano grattugiato e le verso sulla torta, poi cospargo ancora con il resto dell'emmenthal mischiato al parmigiano grattugiato e metto in forno già caldo a 180°. La torta è pronta quando la superficie ha assunto un bel colore dorato, e comunque quando lo stuzzicadenti esce asciutto.

martedì 10 giugno 2008

riprovo

Questa è una ricetta di Matteo, mio figlio
ingredienti:
un rotolo di pasta sfoglia
2 cipolle bianche
pochi pomodorini
sottilette
3 uova
100 gr di panna da cucina

fare appassire le cipolle con acqua in una padella.poi stenderle sulla pasta sfoglia,
sopra mettere alcuni ciliegini tagliati a metà
sbattere 3 uova con sale , la panna e poi metterci dentro delle sottilette a pezzetti
stendere sulla torta salata
cuocere a forno ben caldo per una ventina di minuti

sabato 31 maggio 2008

Crostata di erbette e ricotta


Questa ricetta la trovai tanti anni fa su La cucina italiana e mi piacque moltissimo non solo per l'evidente bontà, ma anche per l'originalità e la bellezza della presentazione, considerato che non si tratta di una vera e propria crostata, mancando della pasta. Non trovando più il giornale da cui l'ho copiata, vado a memoria.

Ingredienti: 1 kg di zucchine;
500 g. di erbette (vanno bene anche quelle surgelate)
500 g. di ricotta, possibilmente di pecora;
2 uova;
3-4 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato;
Esecuzione: Dopo aver mondato le zucchine, le taglio a striscioline per il lungo, aiutandomi con la mandolina e le cospargo di sale , lasciandole a spurgare l'acqua di vegetazione.
Passo velocemente in padella le erbette insieme a un po' di aglio per insaporirle e le sminuzzo grossolanamente con un coltello.
Mischio la ricotta con le due uova e con il parmigiano e con le erbette tritate.
Ungo di olio una teglia in ceramica da forno e faccio un primo strato di ricotta ed erbette su cui stendo le strisce di zucchine, lavate dal sale e asciugate, a coprire questo primo strato, faccio un secondo e un terzo strato e su quest'ultimo dispongo le fettine di zucchine a graticciata, a simulare l'intreccio di pasta della crostata. Cospargo di parmigiano grattugiato e metto in forno a 180° fino a che la superficie non risulta dorata.
E' ottimo caldo, ma anche tiepido o freddo.
Il giornale lo metteva nei contorni, ma secondo me può anche essere un valido piatto unico.