Uno spazio per condividere le esperienze culinarie della comunità virtuale degli ascoltatori del Ruggito del Coniglio
lunedì 20 luglio 2015
Pomodorini golosi
Naturalmente ho voluto fare un'aggiunta, per dare un tocco personale: insieme all'aglio ho messo due peperoncini del mio orto in terrazza. E' stata un'idea fantastica: pomodorini davvero stragolosi, anche se decisamente piccanti.
Ci ho condito il riso Ermes, un riso integrale molto buono, chicco un po' allungato, italiano. Però possono essere usati anche come contorno, insieme a tante altre verdure!
giovedì 1 gennaio 2015
Buon 2015!
Parlo delle classiche lenticchie in umido, che noi amiamo particolarmente. Io preferisco usare le lenticchie piccole, rotondette, mentre mia mamma preferisce quelle classiche, più grandi e piatte.
Tradizionalmente le lenticchie sono simbolo di prosperità e ricchezza, perchè la forma arrotondata ricorda quella delle monete e quindi è doveroso mangiarle proprio il primo giorno dell'anno come rito propiziatorio.
La bellezza delle lenticchie è che non hanno bisogno di stare in ammollo a lungo, prima di essere cucinate, soprattutto usando, come faccio io, la pentola a pressione.
Per 4 persone sono sufficienti circa 250-300 g. di lenticchie. Le metto in ammollo intanto che trito, rigorosamente a mano con la mezzaluna, gli odori: sedano, carota, cipolla e aglio.
Nella pentola a pressione verso 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva e faccio soffriggere leggermente gli odori e quando la cipolla diventa trasparente, verso le lenticchie scolate e le faccio insaporire un po', poi verso circa 2 dita di vino (non sono una purista, uso quello aperto al momento, bianco o rosso che sia) e lo faccio sfumare. Quando il vino è assorbito aggiungo poco meno di un litro di acqua, senza sale per evitare che le lenticchie restino dure, se ce l'ho una foglia di alloro e a volte anche due cucchiai di passata di pomodoro, chiudo il coperchio e faccio andare a fuoco alto fino a quando la pentola non fischia. A quel punto abbasso la fiamma e lascio cuocere per 30 minuti, al termine dei quali spengo, lascio sfiatare la valvola e apro e a questo punto aggiungo il sale.
Se le lenticchie non hanno assorbito completamente l'acqua di cottura, lascio la pentola, aperta, ancora un po' sul fuoco fino a che le lenticchie non si sono asciugate, poi tolgo la foglia di alloro e servo!
Possono essere un ottimo contorno per cotechino e zampone, restando nella tradizione del capodanno, oppure accompagnare un bel piatto di salsiccia arrostita oppure costituire un piatto unico da sole o insieme al riso o al farro.
Con le lenticchie faccio anche un'ottima minestra. In questo caso le lascio un po' più brodose e le passo usando il frullatore a immersione facendone una vellutata a cui a volte aggiungo farro spezzato oppure la servo guarnita di due fette di pane abbrustolite e aromatizzate con una bella strofinata di aglio.
E quindi Buon Anno!
mercoledì 10 novembre 2010
Metti un finocchio a cena: buon appetito, mister B.
http://lagaiaceliaca.blogspot.com/2010/11/metti-un-finocchio-cena-buon-appetito.html
Qui ripropongo la mia insalata di finocchi e arance: pulire e fare a fettine, conservando un po' di ciuffetti verdi, due o tre finocchi. Pelare togliendo accuratamente anche la parte bianca due o tre arance e tagliarle a rondelle. Mettere arance e finocchi in una ciotola, aggiungere due cucchiai di olive verdi snocciolate e tagliate in due. Condire con olio extravergine di oliva, sale, pepe facoltativo e aceto balsamico di Modena. Guarnire con i ciuffetti verdi.
Buon appetito, non solo a mister B., ma a tutti!
venerdì 30 aprile 2010
Parmigiana di melanzane di Maf
Per il sugo:
polpa di pomodoro Mutti
aglio
peperoncino
un pizzico di zucchero
sale di Cervia aromatizzato alle erbe
olio evdo
basilico fresco
Ingredienti:
sugo di pomodoro, melanzane grigliate surgelate (previo scongelamento), parmigiano o grana padano grattugiato in abbondanza, mozzarella (fiordilatte), basilico fresco.
Procedimento:
Buon appetito. Ma soprattutto: buon compleanno, Anna. Mille di questi giorni, mille di queste melanzane.
lunedì 19 aprile 2010
Fagiolini alla tedesca
Mi piaceva seguire mio marito quando andava in Germania per le sue riunioni presso la casa madre dell’azienda per la quale lavorava. Era la mia piccola fuga dalla realtà, una fuga che distava 800 chilometri da casa. Avevamo sempre una camera riservata all’Alselber Stube che noi avevamo soprannominato Alzheimer Stube. Era una camera grande con un letto ricoperto da un pesantissimo piumino d’oca che ci costringevano ad usare anche in estate ma andava bene comunque; durante le fughe non si sta a guardare molto per il sottile.
La mattina, quando mio marito si rinchiudeva negli uffici per le sue riunioni fiume che duravano tutto il giorno, io me ne andavo in giro per il minuscolo paese e poi mi incamminavo per le strade che portavano nel bosco e, quando ero stanca, mi riposavo nel parco, vicino al lago e leggevo, leggevo, leggevo.
Il problema sorgeva all’ora di pranzo quando dovevo entrare in un ristorante e districarmi con il menu. Riesco a comprendere il senso di una frase in tedesco ma da qui a capire un menu, ce ne passa. Così mi limitavo quasi sempre ad ordinare Wienerschnitzel mit pomfrites und mineral Wasser che sarebbe più banalmente una cotoletta alla milanese con patatine fritte e dell’ acqua minerale.
Così feci anche quella volta che venne il cameriere. Finsi di interessarmi al menu ed alla fine nel mio tedesco migliore feci la solita ordinazione aggiungendo, segnandola con il dito, un’altra verdura senza sapere di che si trattasse. Eh sì, mi piace il rischio .
Devo dire che, anche se banale, la cotoletta impanata è sempre gradevole. Il piatto sconosciuto si rivelò poi essere dei deliziosi fagiolini ripassati in padella.
Il momento del conto è parimenti problematico. Sapevo come chiedere il conto. Il cameriere generalmente enuncia a voce il totale. A questo problema si aggiunge quello della mancia. Ogni Paese ha la sua regola per lasciare la mancia. Da noi si lascia sul tavolo dopo aver pagato. In Germania sarebbe un’offesa per il cameriere per cui si dichiara in anticipo il totale che intendiamo pagare. Facile? Ovviamente sì se si conosce il tedesco. Un po’ di meno quando non lo si conosce.
Naturalmente non avevo capito a quanto ammontava il conto così feci segno al cameriere di scrivere il totale e io glielo riscrissi maggiorato della mancia.
Molto soddisfatta di come ero riuscita a risolvere il problema, mi avviai verso l’uscita e rivolsi al cameriere il mio più brillante “auf Wiedersehen” e lui, con uno smagliante sorriso rispose, in perfetto italiano: “Arrivederci signora, ritorni presto, mi chiamo Mario”.
Fagiolini alla tedesca.
Fagiolini bolliti
Speck a cubetti
Cipolla
Olio
In una padella far rosolare la cipolla tagliata sottile con lo speck a cubetti.
Aggiungere i fagiolini bolliti e lasciare insaporire.
Non aggiungere sale, lo speck contiene già il sale necessario.
lunedì 25 agosto 2008
Patate arracanate di Guendalina
Nella teglia uno strato di fettine di patate crude, uno strato di cipolle tagliate sottili, sopra qualche pomodorino a pezzettini e origano sale e olio poi un altro strato di patate, sale olio origano, forno 180 gradi, risultato garantito
giovedì 7 agosto 2008
Insalate di patate
Insalata di patate e prosciutto: per 4 persone: 1 kg di patate lessate, 200 g. di prosciutto (o pancetta) a dadolini.
Soffriggo il prosciutto in una padella antiaderente e poi lo verso, ancora caldo e croccante insieme al suo grasso disaciolto, sulle patate sbucciate e spezzettate in una terrina. finisco di condire aggiungendo un po', ma poco, di sale aromatizzato con aglio, salvia e rosmarino.
Insalata di patate e polpo: per 4 persone: 1 polpo da circa 1500 g.; sedano, carota e cipolla, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1/2 bicchiere di aceto di vino, 1 kg di patate, 1 sedano da insalata.
Faccio lessare le patate e intanto che si raffreddano cuocio il polipo in pentola a pressione per 15 minuti, coprendolo di acqua e aggiungendo il 1/2 bicchiere di vino e quello di aceto e gli odori (sedano, carota e cipolla).
Quando il polipo è cotto lo faccio a pezzetti e lo mescolo con le patate e con il sedano tagliato a dadolini, condisco tutto con olio extravergine di oliva e sale di Cervia aromatizzato per il pesce.
Insalata di patate, piselli e maionese: 1 kg di patate, 1 confezione da 1/2 kg di piselli surgelati.
Fatte lessare le patate, pelate e spezzettate, faccio rosolare una cipolla in una padella antiaderente e aggiungo i piselli surgelati e li lascio cuocere a fuoco basso aggiungendo acqua quel tanto che è necessario perchè non si brucino. Unisco i piselli alle patate e condisco con olio di oliva extravergine. Se voglio rendere il tutto ancora più goloso aggiungo abbondante maionese.
martedì 22 luglio 2008
verdure al gratin
I peperoni li taglio a barchetta (seguendo il verso del peperone) ci metto il sale li cospargo con il trito e un po' d'olio.
Lo stesso faccio con i pomodori maturi (li svuoto, ci metto il sale e li lascio a riposo per far uscire l'acqua) poi li riempio con il trito, un goccio d'olio.
Sopra la teglia ci metto un foglio di carta da forno, allineo sopra le verdure e poi le inforno a forno caldo, finchè diventano croccanti.
Sono buone mangiate anche fredde.
sabato 31 maggio 2008
Crostata di erbette e ricotta
Ingredienti: 1 kg di zucchine;
500 g. di erbette (vanno bene anche quelle surgelate)
500 g. di ricotta, possibilmente di pecora;
2 uova;
3-4 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato;
Esecuzione: Dopo aver mondato le zucchine, le taglio a striscioline per il lungo, aiutandomi con la mandolina e le cospargo di sale , lasciandole a spurgare l'acqua di vegetazione.
Passo velocemente in padella le erbette insieme a un po' di aglio per insaporirle e le sminuzzo grossolanamente con un coltello.
Mischio la ricotta con le due uova e con il parmigiano e con le erbette tritate.
Ungo di olio una teglia in ceramica da forno e faccio un primo strato di ricotta ed erbette su cui stendo le strisce di zucchine, lavate dal sale e asciugate, a coprire questo primo strato, faccio un secondo e un terzo strato e su quest'ultimo dispongo le fettine di zucchine a graticciata, a simulare l'intreccio di pasta della crostata. Cospargo di parmigiano grattugiato e metto in forno a 180° fino a che la superficie non risulta dorata.
E' ottimo caldo, ma anche tiepido o freddo.
Il giornale lo metteva nei contorni, ma secondo me può anche essere un valido piatto unico.