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venerdì 17 febbraio 2023

Polpette di verza e cavolo nero

Golosa di polpette ma anche di verdure, ho ideato, scambiando la bietola con la verza e il cavolo nero, di cui sono ghiotta, queste polpette appetitose. Come sempre ho fatto tutto a occhio ma approssimativamente questi sono gli ingredienti: - mezza verza piccola privata delle parti dure e tagliata a striscioline piuttosto sottili,

- un mazzetto di cavolo nero, al quale sono state tolte le venature più dure, tagliate anche queste a striscioline,

- 1 uovo,

- 3 cucchiai abbondanti di parmigiano grattugiato

- 2 cucchiai circa di pangrattato

- 1 spicchio d'aglio piccolo tritato (facoltativo)

- noce moscata

- scorza di limone grattugiata

- pepe

Dopo avere lavato le verdure le ho tagliate a striscioline e le ho messe stufare in una padella con coperchio dopo averle salate. Quando si sono ammorbidite e hanno riassorbito tutta la loro acqua, spegnere, metterle su un tagliere e tritarle ulteriormente, poi metterle in una ciotola. Aggiungere l'aglio tritato, la scorza di limone, la noce moscata e il pepe, poi l'uovo e impastare. Aggiungere i tre cucchiai di parmigiano e pangrattato quanto basta per avere la giusta consistenza per fare le polpette. Fare le polpette, ripassarle nel pane grattugiato e friggerle in abbondante olio ben caldo. Scolarle appena sono dorate. Buone così e/o accompagnate  da hummus e affiancate da una insalatina mista di radicchi. 


 

martedì 15 dicembre 2015

La ribollita

La mia famiglia è toscana di adozione, le nostre tradizioni culinarie familiari spaziano dalla Cassoela al Baccalà alla Vicentina. La cucina toscana non è mai stata praticata molto, piano piano negli anni la mia nonna e la mia mamma hanno adottato delle ricette toscane, ma le loro tradizioni rimangono soprattutto nordiche.

Io piano piano ho deciso di imparare a cucinare i piatti fondamentali della cucina toscana e fiorentina in particolare. Sono tutti piatti con ingredienti poveri, di recupero. E' difficile che nella cucina toscana manchino i fagioli, il pane e le verdure. Infatti questa zuppa veniva preparata dai contadini in grande quantità, per le loro numerose famiglie, e fatta con ingredienti che erano immediatamente disponibili coltivati nell'orto di casa. L'ingrediente principe è il cavolo nero, usato in cucina in moltissimi modi diversi, e iniziato a cucinare dopo le prime gelate. La preparazione base è un minestrone con carote, sedano, cipolla, verza, cavolo nero e, volendo, anche un po' di bietola. Io ho trovato un preparato fresco già pronto della coop dove ci sono tutte le verdure già pulite e tagliate, bisogna aggiungere solo la cipolla e il cavolo nero. Ci vogliono anche delle fette di pane raffermo. Questa prima preparazione è  la minestra di pane. Si chiama ribollita perché via via che si consumava si ripassava in padella con olio extravergine di oliva e rosmarino.

Inutile dire che questo piatto ha avuto un grandissimo successo nell'ultimo Radunapoli. Quindi, a furor di popolo vi scrivo la ricetta, così che, dalle alpi alla Sicilia possiate gustare questo prelibatissimo piatto toscano.

Ingredienti:
12 fette di pane raffermo toscano
1/2 kg di fagioli zolfini o cannellini (fatti bollire con salvia e aglio)
2 dl di olio E.V.O.
1 mazzo di cavolo nero
1/2 verza
2 carote
1 cipolla
1 porro
1 costola di sedano
1 pizzico di timo o pepolino
100 gr. di pancetta (opzionale, io non ce l'avevo messa)
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale e pepe

Procedimento:
Per prima cosa cuocere i fagioli in abbondante acqua ma non troppa, con salvia e aglio.
In una pentola di coccio mettere l'olio, la pancetta tagliata a dadini (opzionale), una carota e il sedano tritati e fare soffriggere. Aggiungete il cavolo verza tagliato a listarelle e il cavolo nero (se è particolarmente duro togliere la costa centrale) tagliato a fettine. Unite il porro e la carota a fettine. Passare la metà dei fagioli e unirli alla minestra insieme all'acqua di cottura e un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Dopo una mezz'ora unire i fagioli interi e far cuocere per altri quaranta minuti circa. Controllare che la minestra non si asciughi troppo. A fine cottura aggiungere un pizzico di timo.

In una zuppiera mettere uno strato di fette di pane e coprire con la zuppa. Procedere in questo modo fino ad esaurimento. Se possibile far riposare la minestra di pane almeno un giorno perché si insaporisca bene.
 Mettere al fuoco una padella con un po' di olio E.V.O., uno spicchio d'aglio e un po' di rosmarino. quando l'aglio e il rosmarino hanno insaporito l'olio toglierli e aggiungere la minestra di pane. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di brodo vegetale, e far cuocere finché non "ribolle" e sul fondo si forma una patina. Da mangiare calda calda, con una spolverata di pepe e un giro d'olio nuovo.

La minestra di pane si conserva molto bene in freezer, in modo da poterla consumare con calma e tranquillità. Basta scongelarla e ripassarla in padella, non perde nessuna delle sue qualità!

Buon Appetito!


giovedì 13 agosto 2015

Fagiolini alla Picchi

Fabio Picchi, chef attore, o attore chef, patron del ristorante il Teatro del Sale, a Firenze, famoso non solo per la cucina ma anche per l'intrattenimento teatrale (anche i camerieri e non solo lo chef sono attori), propone diverse ricette, anzi le recita proprio, su you tube. Se volete vederlo, potete cliccare  qui.
Io adoro i fagiolini,  li mangio anche solo lessi e sconditi, per quanto mi piacciono, ma anche in umido sono talmente buoni che anche i figli ne hanno fatto una scorpacciata.
Ho capato 600 g. di fagiolini e li ho lavati in abbondante acqua. Mentre se ne stavano a bagno bel belli, con la mandolina ho affettato fine fine una cipolla di Tropea e l'ho fatta appassire piano piano, poi ho aggiunto i fagiolini ancora belli bagnati e ho incoperchiato. Mentre i fagiolini si cuocevano, ho preso circa 600 g. di pomodori S. Marzano, li ho sbollentati e pelati e fatti a pezzi, poi li ho aggiunti ai fagiolini e ho rimesso il coperchio, lasciando cuocere a fuoco lento, piano piano piano.
Ho aggiunto anche un peperoncino giallo di quelli che coltivo in terrazza, dolce e piccante ma non troppo. Verso la fine cottura ho salato.
Li abbiamo mangiati sia caldi, appena cotti, sia, il giorno dopo, freddi ed erano buonissimi. Filippo si è preparato un panino e se l'è portato al lavoro, tutto soddisfatto.
Una parte l'ho usata per preparare l'insalata di riso, insieme a un avanzo di peperonata, più altri ingredienti...una bontà!
I fagiolini sono legumi, quindi hanno un buon contenuto di proteine, accompagnati al pane o al riso o ad altri cereali costituiscono un pasto completo e non hanno bisogno di essere accompagnati ad alimenti di origine animale.

venerdì 17 luglio 2015

Gelo di cocomero

Bunny, ovvero Emilia, coniglia storica della chat del Ruggito, tosco-sicula, vive a Palermo. Cuoca sopraffina, riunisce nella stessa persona le ricette della tradizione toscana e quelle della tradizione palermitana. Compie gli anni il 19 luglio e quest'anno ha scelto, tra le tante buonissime cose che sta preparando per festeggiare, di preparare il gelo di cocomero e io le ho "rubato" la ricetta. Naturalmente, perchè il gelo riesca bene, è necessaria l'assistenza, durante la preparazione, di una figlia bellissima, del di lei fidanzato, possibilmente a torso nudo, di un cocker matto, di una grande cucina e  di una macchina fotografica che dimostri che tutti quegli schizzi rossi in giro per la cucina non sono schizzi di sangue...potrebbe infatti risultare una ricetta molto splatter nella sua esecuzione...
E' necessario tanto melone la cui polpa va passata al passaverdure e poi filtrata con un colino fine ricoperto da un telo di cotone per ottenere un litro di succo. Per chi vuole far prima ed è attrezzato, il succo lo si può ottenere anche usando la centrifuga.
quindi: 1 litro di succo di melone;
            80 g. di amido di grano (frumina);
            100 g. di zucchero, variabile a seconda della dolcezza del melone;
Mescolare bene: magicamente diventerà un composto biancastro. Mettere sul fuoco e far cuocere fino a che si addensa cambiando colore diventando rosso traslucido.
A questo punto si aggiunge l'acqua di fiori di gelsomino, che può anche essere ottenuta facendo macerare i fiori di gelsomino in mezzo bicchiere di acqua o di succo di melone per qualche ora.
L'usanza palermitana è proprio usare l'acqua di fiori di gelsomino, ma in altre parti della Sicilia vengono usate cannella o chiodi di garofano o vaniglia o la zagara.
Dopo avere aggiunto l'aroma scelto, si mette il composto dentro gli stampi, lo si fa raffreddare e poi lo si mette 4-5 ore in frigorifero. Prima di consumarlo lo si decora con i fiori di gelsomino, il cioccolato fondente in scaglie a "mimare" i semi del cocomero, e la granella di pistacchi.  Alcuni mettono anche una spolverata di cannella. Se si prepara prima può durare due-tre giorni in frigorifero.
           

sabato 11 luglio 2015

cous cous di melone e miele di timo

Cous cous di melone al miele di timo

Nel mio recente viaggio in Marocco ho acquistato il miele di timo. Percorrendo la zona tra Essaouira e Agadir tra le colline brulle il timo cresce in abbondanza e lungo la strada, al riparo dal sole, incontri numerosi ragazzini che per un euro ti offrono dei mazzetti profumatissimi.
Mi è stata consigliata questa fresca ricetta:

Un piccolo melone dolce e maturo
Un piccolo cetriolo
Un avocado 
Un pomodoro o tre- quattro datterini
Lime
Timo fresco
Cous cous 2-3 bicchieri
Miele di timo
Sale e olio

Tagliare il melone e le verdure a dadini piccolissimi, condire il tutto con il succo di un lime, sale e olio e un cucchiaio di miele di timo.
In una padella antiaderente mettere un po' d'olio e le foglioline di timo, aggiungere il cous cous, salarlo e fatelo tostare qualche minuto. Aggiungere l'acqua bollente e lasciar gonfiare per 5 minuti.
Incorporare le verdure al cous cous e servire in coppette o riempire un coppa pasta della misura desiderata.
le dosi che ho indicato possono andare per 6 persone, la quantità di cous cous va a piacere, non ne va comunque messo molto.

mercoledì 17 giugno 2015

Polpette di cicerchie ai semi di sesamo

Vegetariana oramai da oltre 8 anni, mangio spesso i legumi. Il problema è che per quanto pochi se ne cucinino, ne avanzano sempre, considerato che il resto della famiglia non sempre li apprezza. Un legume che io adoro, mentre loro amano poco, sono le cicerchie e quando le preparo ne faccio sempre per almeno 2-3 volte, visto che uso sempre solo quelle secche. Questa volta ne ho cotte forse un po' di più e quindi mi sono trovata con ancora in frigo una discreta quantità da consumare e quindi ho pensato alle polpette. Ho fatto una piccola ricerca su internet e poi ho ideato questa ricetta, molto personalizzata dall'uso del cumino e dalle erbette aromatiche che ho sul balcone. Ovvio che ognuno può aggiungere o mettere quello che vuole. 


Ingredienti:
250 g circa di cicerchie
2 carote
1 zucchina
2 cucchiai di farina di ceci
4 cucchiai di pangrattato
un mazzetto di erbette profumate: rosmarino, prezzemolo, salvia, qualche fogliolina di menta
1 spicchio d’aglio
semi di cumino
semi di sesamo

Tritare carote e zucchine in modo da farle a pezzettini molto piccoli.
Nel mixer tritare l’aglio, le erbette profumate e i legumi, eventualmente con anche un cucchiaio del liquido di cottura dei legumi.
Fuori dal mixer aggiungere la farina di ceci e il pangrattato quanto basta per rendere l’impasto sufficientemente consistente, poi impastare le polpettine facendole rotolare in un piatto dove avremo messo i semi di sesamo. Disporre le polpettine su una teglia da forno ricoperta di carta forno, irrorarle di poco olio e infornare a forno già caldo a 180° fino a che non saranno dorate.


giovedì 11 giugno 2015

Philadelphia vegano alle erbette profumate ovvero formaggio di anacardi

La mia curiosità riguardo la cucina vegetariana e vegana mi ha portato a frequentare un minicorso molto divertente tenuto da un cuoco vegano. Sono stati 5 incontri di lezione frontale dove si è parlato delle motivazioni che possono spingere a una scelta vegana, che può spingersi anche oltre l'alimentazione, e delle scelte degli alimenti, con ricette e assaggi, improntati di volta in volta a costruire un menù completo, dall'antipasto al dolce.
Oggi ho voluto sperimentare il "formaggio" spalmabile, partendo dagli anacardi e arricchendolo con le piantine aromatiche del mio balcone.

Ingredienti: 100 g di anacardi senza sale messi in ammollo tutta la notte; 1 piccolo spicchio di aglio, 1/2 cucchiaino di lievito alimentare in scaglie; sale e pepe q.b.; un filo di olio, un mazzetto di erbette profumate, io avevo prezzemolo, timo e salvia.

Scolare gli anacardi, metterli nel frullatore o nel bicchiere del frullatore a immersione insieme a tutti gli altri ingredienti e frullare fino a ridurli a crema, aggiungendo acqua calda o tiepida fino a raggiungere la consistenza del philadelphia.

Attenzione: dà dipendenza!

martedì 9 giugno 2015

Insalata tiepida di farro integrale, piselli e verdure stufate

Oramai da molti anni al posto della pasta e del riso preferisco il farro integrale. Il caldo improvviso di questi giorni fa venire voglia di piatti freddi, poco elaborati e pieni zeppi di verdurine di stagione. In più ho avuto inaspettatamente una mattina libera da impegni, così mi sono dedicata alla cucina.
Ho sgranato i piselli, ho tagliato la cipolla e l'ho fatta appassire, poi ho aggiunto i piselli freschi, li ho fatti insaporire, ho aggiunto  un po' di acqua e ho messo il coperchio lasciandoli stufare. Nel frattempo ho pesato 200 g. di farro, considerando 4-5 persone (in casa mia non si è mai sicuri di chi c'è e di chi non c'è), l'ho messo in una pentola, l'ho coperto di acqua e l'ho messo sul fuoco a cuocere con anche un po' di sale. In teoria il farro integrale andrebbe tenuto a bagno per almeno 2-3 ore prima di cuocerlo, ma avevo tempo e poi mi piace che resti "scrocchierello".
Ho tagliato i pomodori e li ho conditi con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, poco sale e tanto basilico.
Ho lavato e tagliato a rondelle carote e zucchine. Le carote le ho fatte stufare in un tegame insieme alla cipolla, le zucchine in un altro tegame con l'aglio fresco, quello rosso, buonissimo e profumato, e alla fine ho aggiunto un po' di foglioline di menta fresca.
Quando il farro è risultato cotto, l'ho scolato raffreddandolo sotto l'acqua fredda e l'ho messo in una ciotola condendolo con tutte le verdure e i piselli tiepidi. Ne è risultato un farro in insalata saporito, profumato e colorato, adattissimo alle temperature estive di questi giorni.
Non ho messo grammature, perchè in realtà le verdure le ho cucinate in abbondanza e quello che non è stato usato per il farro è stato suddiviso in vari contenitori e messo in frigo: servirà nei prossimi giorni!
La parte proteica del piatto sono i piselli freschi, che sono legumi e non ortaggi!

venerdì 27 febbraio 2015

finta maionese

la simil maionese ha molto successo sia in famiglia e tra gli amici a cui l'ho fatta conoscere...si prepara velocemente, è buona e  leggera ...io vi do la ricetta standard, poi ognuno la aggiusta a proprio piacimento

50 gr di latte di soia, possibilmente freddo da frigo
80 gr di olio di semi
un cucchiaino raso di sale
un cucchiaino abbondate di senape
2 cucchiai di succo di limone o in alternativa aceto di mele
un pizzico di pepe, volendo aggiungere paprika o curcuma, che da un pò di colore

si mettono tutti gli ingredienti nel bicchierone del minipimer, poi si frulla il tutto per pochi minuti e la maionese è fatta!

giovedì 19 febbraio 2015

Zuppa di verza, patate e quinoa

Adoro la verza. Tra tutti i cavoli è quella che forse mi piace di più, probabilmente perchè rispetto al cavolfiore ha un sapore molto meno intenso e perchè la si può anche cuocere direttamente in padella senza bisogno di lessarla prima.  E' anche bella da fotografare ed è molto versatile, si può accompagnare a qualsiasi portata, dolci a parte.  Questa zuppa l'ho fatta utilizzando il Bimby, ma può
essere preparata anche utilizzando il tradizionale tegame di coccio. Non è complicata da fare, e riscalda nelle serate particolarmente fredde e umide.

Ingredienti per 4 persone: 250 g. di verza, pulita e tagliata a striscioline, 250 g. di patate tagliate a tocchetti, 1 cipolla, 900 cc. di brodo vegetale, 1 foglia di alloro, 30 g. di olio di oliva extravergine, pepe, 2 cucchiai di quinoa per persona.

Tritare finemente la cipolla e farla appassire nell'olio, aggiungere la verza a striscioline,  le patate a tocchetti e la foglia di alloro. Lasciare insaporire, mescolando ogni tanto, lasciando che la verza si ammorbidisca, poi aggiungere il brodo già caldo e cuocere per un quarto d'ora, poi aggiungere la quinoa e finire di cuocere per altri 15-20 minuti. Spolverare di pepe e servire ben caldo.

lunedì 12 gennaio 2015

Grazie di Quore!

Una gita a Roma decisa all'ultimo minuto per vedere la mostra di Henri Cartier Bresson e messaggi, a dire il vero poco speranzosi dato il breve preavviso, agli amici conigli romani, e invece un vero bagno di affetti e l'invito graditissimo di Orietta e Marcello, ovvero Quore e Ebbubba.
Ovviamente l'unica domenica di tempo grigio e spiovviginoso di tutto gennaio, visto che volevamo fare una passeggiata sulla spiaggia! Ma noi impavidi siamo riusciti nel nostro intento e dopo avere sperimentato la metropolitana romana e il trenino La freccia del mare, siamo approdati a Ostia Lido! Baci, abbracci e anche un po' di emozione: con Marcello non ci vedevamo da un sacco di anni! E poi le chiacchiere con Viola, così sottile e così forte e decisa. Le coccole dei due miciotti e la passeggiata lungo la bellissima spiaggia e dentro il paese. E il buonissimo pranzo di Orietta: spaghetti con pesto di pomodorini secchi e basilico, polpette di ricotta e lenticchie allo yogurt e cumino. Talmente buono che il Sultano ha chiesto se sapevo farle anche io...così ho estorto le ricette a Orietta, ed ora eccole qui di seguito.

Spaghetti al pesto di pomodorini secchi. 
per 5 persone
3 vasetti di pomodorini secchi sott'olio passati al mixer e saltati in padella, con l'aggiunta di qualche fogliolina di basilico fresco.
400g. circa di spaghetti, lessati al dente e conditi con i pomodorini secchi.

Polpette di ricotta
500 g. di ricotta; un uovo; una zucchina cruda tritata; sale; pangrattato; semi di finocchio.
Mescoli tutto aggiungendo pangrattato fino ad avere la giusta consistenza per le polpette. Poi le metti in forno a 180° con un filo d'olio per un quarto d'ora per lato. Fine.

Lenticchie allo yogurt e cumino
3 barattoli di lenticchie scolate; un vasetto e mezzo di yogurt bianco; semi di cumino; uno spicchio di aglio.
Fare insaporire le lenticchie, l'aglio, lo yogurt e i semi di cumino a fuoco medio-basso per circa 20 minuti, aggiustando di sale. Fine.






lunedì 30 aprile 2012

PIZZA DI SCAROLA DI ARMANDA

Tanti anni fa sul Forum del Ruggito del Coniglio Manu raccontò che Armanda per il suo compleanno le aveva preparato la pizza di scarola, ovviamente con le candeline sopra, visto che lei non ama per niente i dolci. Ci fu una lunga discussione, alla fine della quale Armanda postò la ricetta con questa premessa:
"faccio la pizza da tanti anni e ci sono volte in cui la pasta mi viene particolarmente buona. Un segreto me lo ha insegnato la mamma di un mio alunno: mettere il latte nell'impasto. Così viene molto più morbida e se la lievitatura viene fatta bene si mangia una pizza veramente buona. Inoltre sono convinta di una cosa: la pizza fatta in casa è l'unica che il giorno dopo, riscaldata, continua ad essere buonissima."

Ingredienti: Per la pasta: 6 etti di farina, 2 bicchieri di latte, acqua q.b., un cucchiaino di zucchero, lievito di birra in panetto o ppure in grani, ma sempre di birra e non istantaneo.
Per il ripieno: un chilogrammo di scarola lessata in acqua salata, una quindicina di olive di Gaeta, un cucchiaio di uva passita fatta rinvenire in acqua tiepida, un cucchiaio di pinoli, aglio, olio.

Preparazione: fare la pasta mescolando in una insalatiera capiente la farina, un cucchiaio di zucchero e il lievito (se è quello che in panetto farlo sciogliere in un poco di acqua tiepida) e aggiungere latte e acqua (tiepidi se il lievito è in panetto) fino ad ottenere un impasto che non sia appiccicoso ma morbido e liscio. Infarinare la palla di pasta, coprire l'insalatiera con uno strofinaccio e mettere in un posto caldo a lievitare per circa due ore (io lo metto in forno con la luce accesa).
In una padella far soffriggere l'aglio e quando si è dorato toglierlo e mettere la scarola strizzata. Nel frattempo snocciolare e fare a pezzi le olive e, quando la verdura è cotta, mettere l'uvetta, le olive e i pinoli, mescolare e spegnere il fuoco.
Stendere un disco di pasta, infarinare la teglia e adagiarlo sopra. Mettere la scarola ripassata e stendere una seconda sfoglia sopra, attaccare il bordo, forare la superficie con una forchetta, mettere un po' d'olio sulla superficie e infornare a 240° per circa 20 minuti.

PS: quando ho elaborato questa ricetta avevo ancora il forno a gas, ora sono passata da poco a quello elettrico e l'ho sperimentato ancora poco. Ho l'impressione che la temperatura deve essere un po' più bassa (220-200) e il tempo più lungo (mezz'ora). Comunque la pizza è cotta quando sotto, se alzate con una paletta è bella compatta e dorata. Attenzione a scolare bene la scarola.

Armanda