Fabio Picchi, chef attore, o attore chef, patron del ristorante il Teatro del Sale, a Firenze, famoso non solo per la cucina ma anche per l'intrattenimento teatrale (anche i camerieri e non solo lo chef sono attori), propone diverse ricette, anzi le recita proprio, su you tube. Se volete vederlo, potete cliccare qui.
Io adoro i fagiolini, li mangio anche solo lessi e sconditi, per quanto mi piacciono, ma anche in umido sono talmente buoni che anche i figli ne hanno fatto una scorpacciata.
Ho capato 600 g. di fagiolini e li ho lavati in abbondante acqua. Mentre se ne stavano a bagno bel belli, con la mandolina ho affettato fine fine una cipolla di Tropea e l'ho fatta appassire piano piano, poi ho aggiunto i fagiolini ancora belli bagnati e ho incoperchiato. Mentre i fagiolini si cuocevano, ho preso circa 600 g. di pomodori S. Marzano, li ho sbollentati e pelati e fatti a pezzi, poi li ho aggiunti ai fagiolini e ho rimesso il coperchio, lasciando cuocere a fuoco lento, piano piano piano.
Ho aggiunto anche un peperoncino giallo di quelli che coltivo in terrazza, dolce e piccante ma non troppo. Verso la fine cottura ho salato.
Li abbiamo mangiati sia caldi, appena cotti, sia, il giorno dopo, freddi ed erano buonissimi. Filippo si è preparato un panino e se l'è portato al lavoro, tutto soddisfatto.
Una parte l'ho usata per preparare l'insalata di riso, insieme a un avanzo di peperonata, più altri ingredienti...una bontà!
I fagiolini sono legumi, quindi hanno un buon contenuto di proteine, accompagnati al pane o al riso o ad altri cereali costituiscono un pasto completo e non hanno bisogno di essere accompagnati ad alimenti di origine animale.
Uno spazio per condividere le esperienze culinarie della comunità virtuale degli ascoltatori del Ruggito del Coniglio
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giovedì 13 agosto 2015
venerdì 17 luglio 2015
Gelo di cocomero
Bunny, ovvero Emilia, coniglia storica della chat del Ruggito, tosco-sicula, vive a Palermo. Cuoca sopraffina, riunisce nella stessa persona le ricette della tradizione toscana e quelle della tradizione palermitana. Compie gli anni il 19 luglio e quest'anno ha scelto, tra le tante buonissime cose che sta preparando per festeggiare, di preparare il gelo di cocomero e io le ho "rubato" la ricetta. Naturalmente, perchè il gelo riesca bene, è necessaria l'assistenza, durante la preparazione, di una figlia bellissima, del di lei fidanzato, possibilmente a torso nudo, di un cocker matto, di una grande cucina e di una macchina fotografica che dimostri che tutti quegli schizzi rossi in giro per la cucina non sono schizzi di sangue...potrebbe infatti risultare una ricetta molto splatter nella sua esecuzione...
E' necessario tanto melone la cui polpa va passata al passaverdure e poi filtrata con un colino fine ricoperto da un telo di cotone per ottenere un litro di succo. Per chi vuole far prima ed è attrezzato, il succo lo si può ottenere anche usando la centrifuga.
quindi: 1 litro di succo di melone;
80 g. di amido di grano (frumina);
100 g. di zucchero, variabile a seconda della dolcezza del melone;
Mescolare bene: magicamente diventerà un composto biancastro. Mettere sul fuoco e far cuocere fino a che si addensa cambiando colore diventando rosso traslucido.
A questo punto si aggiunge l'acqua di fiori di gelsomino, che può anche essere ottenuta facendo macerare i fiori di gelsomino in mezzo bicchiere di acqua o di succo di melone per qualche ora.
L'usanza palermitana è proprio usare l'acqua di fiori di gelsomino, ma in altre parti della Sicilia vengono usate cannella o chiodi di garofano o vaniglia o la zagara.
Dopo avere aggiunto l'aroma scelto, si mette il composto dentro gli stampi, lo si fa raffreddare e poi lo si mette 4-5 ore in frigorifero. Prima di consumarlo lo si decora con i fiori di gelsomino, il cioccolato fondente in scaglie a "mimare" i semi del cocomero, e la granella di pistacchi. Alcuni mettono anche una spolverata di cannella. Se si prepara prima può durare due-tre giorni in frigorifero.
E' necessario tanto melone la cui polpa va passata al passaverdure e poi filtrata con un colino fine ricoperto da un telo di cotone per ottenere un litro di succo. Per chi vuole far prima ed è attrezzato, il succo lo si può ottenere anche usando la centrifuga.
quindi: 1 litro di succo di melone;
80 g. di amido di grano (frumina);
100 g. di zucchero, variabile a seconda della dolcezza del melone;
Mescolare bene: magicamente diventerà un composto biancastro. Mettere sul fuoco e far cuocere fino a che si addensa cambiando colore diventando rosso traslucido.
A questo punto si aggiunge l'acqua di fiori di gelsomino, che può anche essere ottenuta facendo macerare i fiori di gelsomino in mezzo bicchiere di acqua o di succo di melone per qualche ora.
L'usanza palermitana è proprio usare l'acqua di fiori di gelsomino, ma in altre parti della Sicilia vengono usate cannella o chiodi di garofano o vaniglia o la zagara.
Dopo avere aggiunto l'aroma scelto, si mette il composto dentro gli stampi, lo si fa raffreddare e poi lo si mette 4-5 ore in frigorifero. Prima di consumarlo lo si decora con i fiori di gelsomino, il cioccolato fondente in scaglie a "mimare" i semi del cocomero, e la granella di pistacchi. Alcuni mettono anche una spolverata di cannella. Se si prepara prima può durare due-tre giorni in frigorifero.
sabato 11 luglio 2015
cous cous di melone e miele di timo
Cous cous di melone al miele di timo
Nel mio recente viaggio in Marocco ho acquistato il miele di timo. Percorrendo la zona tra Essaouira e Agadir tra le colline brulle il timo cresce in abbondanza e lungo la strada, al riparo dal sole, incontri numerosi ragazzini che per un euro ti offrono dei mazzetti profumatissimi.
Mi è stata consigliata questa fresca ricetta:
Un piccolo melone dolce e maturo
Un piccolo cetriolo
Un avocado
Un pomodoro o tre- quattro datterini
Lime
Timo fresco
Cous cous 2-3 bicchieri
Miele di timo
Sale e olio
Tagliare il melone e le verdure a dadini piccolissimi, condire il tutto con il succo di un lime, sale e olio e un cucchiaio di miele di timo.
In una padella antiaderente mettere un po' d'olio e le foglioline di timo, aggiungere il cous cous, salarlo e fatelo tostare qualche minuto. Aggiungere l'acqua bollente e lasciar gonfiare per 5 minuti.
Incorporare le verdure al cous cous e servire in coppette o riempire un coppa pasta della misura desiderata.
le dosi che ho indicato possono andare per 6 persone, la quantità di cous cous va a piacere, non ne va comunque messo molto.
mercoledì 11 marzo 2015
BISCOTTI AL FARRO INTEGRALE E ZENZERO
Nell'ambito della mia professione mi imbatto sempre di più in intolleranze al grano, dovute all'uso di frumento selezionato in base ad una maggiore quantità di chicchi e di glutine per favorire una migliore tenuta della cottura della pasta e a una migliore resa nella panificazione. Purtroppo però l'intestino umano non riesce a digerire tutta quella quantità di proteine, sviluppando quindi uno stato infiammatorio che dà origine a tutta una serie di sintomi inizialmente molto tenui, ma poi sempre più fastidiosi. Nello studio dei vari tipi di cereali diversi dal grano mi sono imbattuta nel farro, cereale antico, progenitore del grano, per sua caratteristica resistente ai parassiti e quindi bio per definizione. Nell'anno 1000 una mistica, Santa Ildegarda di Bingen, figura femminile oltremodo moderna, nella sua visione dell'uomo in comunione con la natura, utilizzava e consigliava il farro a scopo terapeutico, senza conoscere, come noi conosciamo oggi, le proprietà intrinseche di questo cereale che ne fanno un ausilio prezioso della nostra salute.
Da diversi anni oramai raccolgo e sperimento ricette che utilizzano il farro, sia sotto forma di chicchi, sia come farina. Lo utilizzo per il pane ma anche per fare dolci. Questi biscotti non sono dolcissimi, ma sono particolarmente adatti per la prima colazione o per la merenda dei bambini, restando morbidi quasi come piccole tortine. Sono anche adatti a chi è intollerante ai latticini, alle uova e ai lieviti.
Ingredienti: 300 g. di farina integrale di farro; 1 bicchiere di latte di mandorle; 1 cucchiaino di bicarbonato; 4-5 cucchiaini di miele; 50 g. di granella di mandorle, zenzero fresco grattugiato quantità a seconda dei gusti. Io ne metto abbastanza perchè mi piace moltissimo.
Mescolare nel mixer o in una ciotola gli ingredienti fino ad ottenere un composto molto morbido.
Distribuirlo sulla placca da forno rivestita di carta-forno bagnata e strizzata, aiutandosi con due cucchiai e distanziando i biscotti uno dall'altro di qualche centimetro perchè nella cottura gonfiano un poco. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.
Lasciarli raffreddare sulla gratella e riporli in un contenitore chiuso ermeticamente.
Queste dosi sono per circa una trentina di biscotti.
Da diversi anni oramai raccolgo e sperimento ricette che utilizzano il farro, sia sotto forma di chicchi, sia come farina. Lo utilizzo per il pane ma anche per fare dolci. Questi biscotti non sono dolcissimi, ma sono particolarmente adatti per la prima colazione o per la merenda dei bambini, restando morbidi quasi come piccole tortine. Sono anche adatti a chi è intollerante ai latticini, alle uova e ai lieviti.
Ingredienti: 300 g. di farina integrale di farro; 1 bicchiere di latte di mandorle; 1 cucchiaino di bicarbonato; 4-5 cucchiaini di miele; 50 g. di granella di mandorle, zenzero fresco grattugiato quantità a seconda dei gusti. Io ne metto abbastanza perchè mi piace moltissimo.
Mescolare nel mixer o in una ciotola gli ingredienti fino ad ottenere un composto molto morbido.
Distribuirlo sulla placca da forno rivestita di carta-forno bagnata e strizzata, aiutandosi con due cucchiai e distanziando i biscotti uno dall'altro di qualche centimetro perchè nella cottura gonfiano un poco. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.
Lasciarli raffreddare sulla gratella e riporli in un contenitore chiuso ermeticamente.
Queste dosi sono per circa una trentina di biscotti.
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