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giovedì 13 agosto 2015

Fagiolini alla Picchi

Fabio Picchi, chef attore, o attore chef, patron del ristorante il Teatro del Sale, a Firenze, famoso non solo per la cucina ma anche per l'intrattenimento teatrale (anche i camerieri e non solo lo chef sono attori), propone diverse ricette, anzi le recita proprio, su you tube. Se volete vederlo, potete cliccare  qui.
Io adoro i fagiolini,  li mangio anche solo lessi e sconditi, per quanto mi piacciono, ma anche in umido sono talmente buoni che anche i figli ne hanno fatto una scorpacciata.
Ho capato 600 g. di fagiolini e li ho lavati in abbondante acqua. Mentre se ne stavano a bagno bel belli, con la mandolina ho affettato fine fine una cipolla di Tropea e l'ho fatta appassire piano piano, poi ho aggiunto i fagiolini ancora belli bagnati e ho incoperchiato. Mentre i fagiolini si cuocevano, ho preso circa 600 g. di pomodori S. Marzano, li ho sbollentati e pelati e fatti a pezzi, poi li ho aggiunti ai fagiolini e ho rimesso il coperchio, lasciando cuocere a fuoco lento, piano piano piano.
Ho aggiunto anche un peperoncino giallo di quelli che coltivo in terrazza, dolce e piccante ma non troppo. Verso la fine cottura ho salato.
Li abbiamo mangiati sia caldi, appena cotti, sia, il giorno dopo, freddi ed erano buonissimi. Filippo si è preparato un panino e se l'è portato al lavoro, tutto soddisfatto.
Una parte l'ho usata per preparare l'insalata di riso, insieme a un avanzo di peperonata, più altri ingredienti...una bontà!
I fagiolini sono legumi, quindi hanno un buon contenuto di proteine, accompagnati al pane o al riso o ad altri cereali costituiscono un pasto completo e non hanno bisogno di essere accompagnati ad alimenti di origine animale.

lunedì 20 luglio 2015

Pomodorini golosi

A volte capita, in questo strano mondo virtuale, di partecipare a pranzi anche se non di persona e di gustare con gli occhi cibi succulenti e saporiti. E la meraviglia più grande, e anche il piacere, è scoprire l'estrema generosità nel fornire le ricette, anche se chi le chiede è una perfetta sconosciuta o quasi. Questa ricetta mi è stata regalata dalla sorella, che io non conosco, di un amico carissimo che su facebook aveva pubblicato le foto di un pranzo di famiglia. Incuriosita dalla foto ho chiesto la ricetta, poi l'ho testata ed eccola qui. Naturalmente non ci sono dosi, è una ricetta "di famiglia", di quelle che ci si dice due spicchi di aglio, un filo di olio, ci butti dentro i pomodorini tagliati a metà e li spegni quando cominciano a buttare fuori la loro acqua. In un tegamino a parte fai tostare una manciata abbondante di semi di girasole e li mischi ai pomodori, lasci intiepidire e servi.
Naturalmente ho voluto fare un'aggiunta, per dare un tocco personale: insieme all'aglio ho messo due peperoncini del mio orto in terrazza. E' stata un'idea fantastica: pomodorini davvero stragolosi, anche se decisamente piccanti.
Ci ho condito il riso Ermes, un riso integrale molto buono, chicco un po' allungato, italiano. Però possono essere usati anche come contorno, insieme a tante altre verdure!

sabato 11 luglio 2015

cous cous di melone e miele di timo

Cous cous di melone al miele di timo

Nel mio recente viaggio in Marocco ho acquistato il miele di timo. Percorrendo la zona tra Essaouira e Agadir tra le colline brulle il timo cresce in abbondanza e lungo la strada, al riparo dal sole, incontri numerosi ragazzini che per un euro ti offrono dei mazzetti profumatissimi.
Mi è stata consigliata questa fresca ricetta:

Un piccolo melone dolce e maturo
Un piccolo cetriolo
Un avocado 
Un pomodoro o tre- quattro datterini
Lime
Timo fresco
Cous cous 2-3 bicchieri
Miele di timo
Sale e olio

Tagliare il melone e le verdure a dadini piccolissimi, condire il tutto con il succo di un lime, sale e olio e un cucchiaio di miele di timo.
In una padella antiaderente mettere un po' d'olio e le foglioline di timo, aggiungere il cous cous, salarlo e fatelo tostare qualche minuto. Aggiungere l'acqua bollente e lasciar gonfiare per 5 minuti.
Incorporare le verdure al cous cous e servire in coppette o riempire un coppa pasta della misura desiderata.
le dosi che ho indicato possono andare per 6 persone, la quantità di cous cous va a piacere, non ne va comunque messo molto.

martedì 9 giugno 2015

Insalata tiepida di farro integrale, piselli e verdure stufate

Oramai da molti anni al posto della pasta e del riso preferisco il farro integrale. Il caldo improvviso di questi giorni fa venire voglia di piatti freddi, poco elaborati e pieni zeppi di verdurine di stagione. In più ho avuto inaspettatamente una mattina libera da impegni, così mi sono dedicata alla cucina.
Ho sgranato i piselli, ho tagliato la cipolla e l'ho fatta appassire, poi ho aggiunto i piselli freschi, li ho fatti insaporire, ho aggiunto  un po' di acqua e ho messo il coperchio lasciandoli stufare. Nel frattempo ho pesato 200 g. di farro, considerando 4-5 persone (in casa mia non si è mai sicuri di chi c'è e di chi non c'è), l'ho messo in una pentola, l'ho coperto di acqua e l'ho messo sul fuoco a cuocere con anche un po' di sale. In teoria il farro integrale andrebbe tenuto a bagno per almeno 2-3 ore prima di cuocerlo, ma avevo tempo e poi mi piace che resti "scrocchierello".
Ho tagliato i pomodori e li ho conditi con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, poco sale e tanto basilico.
Ho lavato e tagliato a rondelle carote e zucchine. Le carote le ho fatte stufare in un tegame insieme alla cipolla, le zucchine in un altro tegame con l'aglio fresco, quello rosso, buonissimo e profumato, e alla fine ho aggiunto un po' di foglioline di menta fresca.
Quando il farro è risultato cotto, l'ho scolato raffreddandolo sotto l'acqua fredda e l'ho messo in una ciotola condendolo con tutte le verdure e i piselli tiepidi. Ne è risultato un farro in insalata saporito, profumato e colorato, adattissimo alle temperature estive di questi giorni.
Non ho messo grammature, perchè in realtà le verdure le ho cucinate in abbondanza e quello che non è stato usato per il farro è stato suddiviso in vari contenitori e messo in frigo: servirà nei prossimi giorni!
La parte proteica del piatto sono i piselli freschi, che sono legumi e non ortaggi!

venerdì 20 giugno 2014

Il Gazpacho Andaluz di Marina Cepeda Fuentes

Marina Cepeda Fuentes, famosa cuoca itagnola amica dei conigli da tanti anni ci onora della sua amicizia anche su facebook e siccome qualche giorno fa io avevo provato a fare il gazpacho, commettendo diversi errori, ecco qui la sua autentica ricetta.

20 GIUGNO: A PROPOSITO DEL VERO GAZPACHO ANDALUZ, ovvero, LA RICETTA DI MIA NONNA

Allora, care amiche SandraCarolinaAnna P, e altre: precisiamo, passo a passo, la questione cipolla si cipolla no. 

1. gli ingredienti del gazpacho, una volta, quando non c'erano i frullatori, venivano pestati ("majados") con il pestello ("maja") in un recipiente di legno oppure di terracotta ("lebrillo").
Vi immaginate quel che poteva accadere a chi pestava la cipolla fino a ridurla una cremina? Avrebbe pianto tutta la giornata!
La cipolla possiede infatti degli enzimi, detti “allinasi”, che quando si taglia e, soprattutto se si trita, si scatenano come fosse del gas “nervino”! Insomma, producendo quella irritazione agli occhi che tutti conosciamo!

2. inoltre il sapore della cipolla cruda pestata è talmente forte che nel gazpacho sovrasterebbe quello degli altri ingredienti e il gazpacho non sarebbe quell'armonia del palato che è tuttora, persino fatto col frullatore!

3. la cipolla, se piace, si mette nel piatto alla fine, tagliata molto piccola.

4. la ricetta “verace” andalusa è quella ideata dai contadini, dai falciatori che in estate rimanevano da sole a sole e avevano con loro, come i pellegrini nelle loro bisacce, AGLIO (perché curativo e contra insetti e serpi), PANE raffermo, ACQUA fresca di sorgente, e qualche ortaggio fresco della stagione estiva: POMODORI, PEPERONI, CETRIOLI...
Nel periodo della vendemmia - i miei nonni la facevano – si mettevano nel piatto pezzetti di pane tostato e acini d’uva fresca: ed era una delizia!

5. dopo l’evento di frullatori, termo mix, ecc. c’è gente che mette la cipolla nella base della ricetta “verace”, ma, credetemi, si sente, si sente e si sente. Eccome se si sente!... E il gazpacho che ne viene fuori non è quello “doc”, “dop”, ecc.

Ecco dunque la ricetta del GAZPACHO ANDALUZ, quello del “segador y del campesino”, del contadino e del falciatore, arsi dal sole andaluso: coloro che lo avevano ideato e che esisteva anche prima dell’evento colombiano con l’arrivo di pomodori, e peperoni.

Anticamente, anche ai tempi dei fenici e greci, si combatteva la calura con una zuppa fredda di pane raffermo, aglio pestato (per via delle infezioni intestinali), olio d’oliva, aceto e sale. E anche dopo gli arabi e gli ebrei la facevano.
Magari con qualche spezia: cumino, cardamomo: mio nonno paterno mi diceva da piccola che nel primo dopo guerra spagnolo, c’era tanta fame che quella era la cena estiva di molti andalusi e che si chiamava “cataba”...

Molti anni dopo, quando iniziai a occuparmi della storia dei cibi e della cucina, trovai, nel libro di APICIO " De Re Coquinaria", una sorta di “antenato” del gazpacho nell'antica Roma: una via di mezzo fra la panzanella e una zuppa fredda molto densa, con ortaggi, fra cui il cetriolo, spezie, erbe aromatiche, pane e persino formaggio...

Si chiamava “CATTABIA” (tegame) oppure “sala cattabia”, cioè tegame, oppure casseruola, salata...
Insomma, dalla “sala cattabia” romana alla “cataba” della postguerra di mio nonno, il passo è breve...

Invece, questa ricetta del GAZPACHO ANDALUSO che ora vi darò, è di mia nonna materna, Marina.
Mia nonna era una bella donna bruna, nata fra il Mediterraneo e l’oceano Atlantico, in una fetta di terra chiamata La Linea, che collega Algeciras con la britannica Gibilterra.

Un’estate di “mille” anni fa, quando mi trovavo dai nonni in campagna nelle lunghe vacanze estive, mia nonna, forze stanca di tentare d’insegnarmi a ballare flamenco, dato che ero - e sono- una sorta di orsacchiotta senza grazia, volle insegnarmi a preparare il gazpacho...
Ma come lo si faceva allora, quando non esistevano i frullatori, pestando gli ingredienti in un tegame di legno o terracotta: olio, pane, aglio e alcuni ortaggi freschi.

Io ero piccola e l'aglio mi sfuggiva da tutte le parti e nelle fretta di finire m'imbrattai poi di schizzi di pomodoro.

Allora mia nonna, prendendomi la mani con le sue, cominciò a pestare lentamente mentre dalla sua bocca uscivano, dolcissime, le note di un “cante” afflamencato, forse un vecchio canto della mietitura andalusa.
Un canto che non avevo mai sentito, che non ho mai dimenticato e che accompagnò i nostri movimenti:

“Con aceite y pan,
con ajos y sal,
majados en un perol,
prepara el gazpacho
el segador.

Aceite y sal,
pan y sol,
que alargan la vida
del segador."
...........
"Con olio e pane,
aglio e sale,
pestati nel tegame,
prepara il gaspaccio
il falciatore.

Olio e sale,
pane e sole,
che allungano la vita
del falciatore."

RICETTA DEL GAZPACHO ANDALUZ DEL SEGADOR

E sì, OLIO e PANE, AGLIO e un grande SOLE caldo, sono gli ingredienti principali del nostro gazpacho che di solito viene consumato molto freddo con guarnizione mista di dadini di pane, pomodoro e, volendo, cipollina fresca affettata sottilmente.

Se volete preparalo per 6 PERSONE (ma se vi rimane, mettetelo in frigo e bevetelo alle ore calde) ecco gli ingredienti.

Un chilo di POMODORI molto, ma molto maturi sbucciati, due PEPERONI verdi dolci, un CETRIOLO, due spicchi d'AGLIO e circa due etti e mezzo di PANE raffermo ammollato prima e ben sgocciolato; oltre naturalmente al olio d'oliva, il sale, aceto di vino bianco (non di Modena!, per favore) e acqua fresca a volontà.

Poi, siccome per fortuna esistono i frullatori, basta frullare il tutto tagliato a pezzetti: cominciando dall’aglio con sale, poi il peperone e il cetriolo, i pomodori e infine il pane.

Aggiungervi piano piano il condimento, come fosse una insalata, sale olio e aceto. Girare bene con una forchetta di legno e versarvi dell'acqua fredda finché prenderà la consistenza di una zuppa molto cremosa, ma non troppo densa.

Dopodiché servire il gazpacho molto freddo, meglio in tegamini di terracotta, e assaporarlo bene, perché vi sembrerà di sentire la vera essenza dell'Andalusia...
Olio e sale, pane e sole...

venerdì 30 aprile 2010

Parmigiana di melanzane di Maf

Dopo uno scambio di ricette avvenuto sul vecchio forum del Ruggito del Coniglio, ho elaborato la mia ricetta che si avvicina molto a quella siciliana. Negli ultimi tre anni ha avuto molto successo: piatto preferito dal mio ex-parafidanzato, ma soprattutto dalla mia amica Anna. 
Un anno fa (come ieri) Anna ha subito un trapianto di midollo osseo per guarire da una leucemia cattiva. Dopodomani compirà 48 anni e festeggerà con alcune amiche il definitivo ritorno alla vita. Mi ha chiesto espressamente di portare un po' delle mie ormai mitiche melanzane, niente di che secondo me ma, in onor suo, ecco la mia ricetta.

Per il sugo:
polpa di pomodoro Mutti
aglio
peperoncino
un pizzico di zucchero
sale di Cervia aromatizzato alle erbe
olio evdo
basilico fresco

Far soffriggere l'aglio nell'olio insieme al peperoncino. Versare la polpa di pomodoro, aggiungere un pizzico di zucchero e aggiustare col sale alle erbe. Lasciar cuocere a fuoco molto basso per circa un'ora, a cottura quasi ultimata aggiungere qualche fogliolina di basilico fresco.

Ingredienti:
sugo di pomodoro, melanzane grigliate surgelate (previo scongelamento), parmigiano o grana padano grattugiato in abbondanza, mozzarella (fiordilatte), basilico fresco.

Procedimento:
un cucchiaio di sugo spalmato sul fondo della teglia (o del contenitore di alluminio da forno usa-e-getta), uno strato di melanzane (rimpiendo i "buchi" fra una fetta e l'altra con pezzettini di altre fette), poi uno strato sottile di sugo di pomodoro, pezzettini di mozzarella, parmigiano grattugiato, qualche fogliolina di basilico. Continuare con gli strati fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con pomodoro, mozzarella e parmigiano.
Cuocere in forno a temperatura media per circa 45 minuti, coprendo il contenitore con un foglio di alluminio. Togliere il foglio e lasciar gratinare altri 10 minuti.
Spegnere il forno e far riposare tutta la notte. Da mangiare rigorosamente il giorno dopo, a temperatura ambiente o solo leggermente riscaldata.

Buon appetito. Ma soprattutto: buon compleanno, Anna. Mille di questi giorni, mille di queste melanzane.

venerdì 26 settembre 2008

Polpettone alla Mafalda (ma anche polpette ubriache)

Non sono particolarmente carnivora, anzi sono capace di passare intere settimane senza sentire la mancanza delle proteine animali. E confesso che i piatti a base di carne che preparo bene sono veramente pochi. Ma la fama del mio polpettone (e delle mie polpette ubriache) ha varcato l'oceano, quindi vi spiego come lo preparo.
[P.S. È ovvio che ognuno ha la sua ricetta ideale per polpette e polpettoni. A me però non piace usare gli avanzi]

Ingredienti:
300g di carne bovina macinata di buona qualità
un pezzettino di mortadella
un culetto di salame
un uovo intero
uno spicchio d'aglio
una manciata di prezzemolo tritato
sale
noce moscata
poco pane ammollato nel latte

Tritare la mortadella, il salame, l'aglio e il prezzemolo al mixer e mescolarli alla carne macinata e al pane ammollato. Aggiungere l'uovo, il sale e una grattata generosa di noce moscata. Se rimane troppo bagnato, aggiungere un po' di pangrattato.
Formare con le mani bagnate un cilindro ben compatto o un parallelepipedo, immergerlo in un tegame largo pieno di acqua fredda (deve rimanere coperto) e portare a ebollizione. Lasciar cuocere 20 minuti.
Far raffreddare e servire a fette accompagnato da peperonata, caponata o altro contorno colorato e saporito.
È un ottimo piatto estivo adatto anche ai pic-nic.

Con lo stesso impasto si possono preparare le polpette ubriache: formare delle polpette schiacciate, infarinarle abbondantemente e farle rosolare nella margarina vegetale o nel burro (fatti precedentemente sciogliere). Aggiungere un bicchiere di vino rosso corposo o, se preferite un gusto più dolce, mezzo bicchiere di vin santo o passito. Fate finire la cottura lasciando che l'eccesso di farina, insieme alla margarina e al vino, creino una specie di besciamella.
Servire le polpette ben calde coperte dalla loro salsina ubriaca.

Va da sé che in Brasile quest'ultima ricetta la preparavo col vino da messa gentilmente offerto dagli amici preti...

mercoledì 30 luglio 2008

Polpettone di tonno

Questa ricetta me la insegnò tantissimi anni fa la mamma della mia amica Chiara. Ero rimasta a cena da loro e avevano servito questo polpettone freddo veramente delizioso, accompagnato da una bella insalatona mista, e mi piacque così tanto che mi feci dare la ricetta. Quando i bimbi erano piccoli una volta non sapendo come fare a fargli mangiare il pesce, mi venne in mente ed ebbe talmente tanto successo che ora che sono grandi se lo preparano spesso da soli.

Per 4 persone: 1 scatola di tonno sott'olio da circa 120 g.
1 uovo;
2 cucchiai di pane grattugiato;
2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato;
2 acciughe sott'olio, facoltative.

Passare tutti gli ingredienti nel robot da cucina, amalgamandoli perfettamente tra loro. Mettere l'impasto su un canovaccio pulito oppure su un foglio di carta-forno o di carta stagnola e con le mani umide dargli la forma di un polpettone, chiudere l'involucro prescelto e cuocere in pentola a pressione, in acqua leggermente salata, per 10 minuti dal fischio, oppure per mezz'ora in pentola normale. Quando è pronto, scolare e lasciare raffreddare, poi tagliarlo in fette sottili circa mezzo centimetro. Servirlo con una salsina fatta emulsionando olio, sale e limone, oppure con maionese e capperi.

giovedì 17 luglio 2008

tortino di zucchine

Ingredienti:
4 grosse zucchine.
4 fette quadrate di pancarrè.
mozzarella per pizza.
parmigiano grattuggiato.
abbondante prezzemolo, basilico e uno spicchio d'aglio.
olio e sale.

Tagliare sottilmente le zucchine per il verso lungo, tritare l'aglio, il prezzemolo e il basilico e passarli al mixer con il pancarrè.
In una pirofila unta d'olio adagiare uno strato di zucchine, salarle e coprirle con il trito, la mozzarella ed il formaggio. Continuare così fino alla fine, infornare e buon appetito!

lunedì 30 giugno 2008

La Panzanella

Questo piatto povero veniva preparato in estate quando c'era veramente poco da mangiare. Adesso lo si arricchise con quello che più ci va, tonno, mozzarella, formaggi, ma io adoro la versione scemplice.

Ingredienti:
Pane toscano rafferno (ci vuole quello toscano con gli altri il risultato è peggiore)
Pomodoro
Cipolle fresce
Cetriolo
Basilico
Olio, sale e aceto

Si lascia ammollare il pane in acqua fredda, poi lo si stizza molto bene si uniscono le verdure tagliate a tocchetti si condisce bene con abbondante olio e aceto...e si gusta ben fredda.

Se per qualche motivo pensate di non usare cipolla basilico o aceto...lasciate perdere fatevi qualcos'altro senza uno di questi fondamentali ingredienti il risultato non è lo stesso!!
Può essere usato come antipasto, come primo piatto o come contorno, magari al pollo fritto...slurp.

martedì 10 giugno 2008

riprovo

Questa è una ricetta di Matteo, mio figlio
ingredienti:
un rotolo di pasta sfoglia
2 cipolle bianche
pochi pomodorini
sottilette
3 uova
100 gr di panna da cucina

fare appassire le cipolle con acqua in una padella.poi stenderle sulla pasta sfoglia,
sopra mettere alcuni ciliegini tagliati a metà
sbattere 3 uova con sale , la panna e poi metterci dentro delle sottilette a pezzetti
stendere sulla torta salata
cuocere a forno ben caldo per una ventina di minuti

martedì 3 giugno 2008

Salpicão (riveduto e corretto)

Cos'è il Salpicão? Un piatto unico brasiliano a base di pollo e vegetali. Io ne faccio una versione riveduta e corretta che però i miei ospiti gradiscono molto. Eccola qua.

Ingredienti per 4 persone
Un petto di pollo bollito e sfilacciato
Un gambo di sedano bianco
Una carota grande
Due falde di peperone giallo
Due falde di peperone rosso
Una grossa patata lessa tagliata a cubetti piccoli
Una manciata di olive snocciolate tagliate a rondelle
Una mela
Una manciata di uvetta
Mezza manciata di gherigli di noce
Olio, sale, maionese

Preparazione
La parte più noiosa è la sfilacciatura del petto di pollo, ma è fondamentale per la buona riuscita del piatto. Sfilacciare un petto di pollo lesso è facile, ma richiede tempo e pazienza; gli sfilacci devono essere né troppo sottili né troppo grossi.
Una volta fatto questo lavoro, basta preparare le altre verdure: tagliare a listarelle i peperoni, a rondelle il sedano, a julienne la carota, a bastoncini la mela (meglio una mela acidina e croccante, tipo le fuji), a cubetti piccoli la patata (che deve essere cotta "al dente"). Unire al tutto l'uvetta (che prima sarà stata fatta rinvenire per un paio d'ore in acqua, e poi strizzata), i gherigli di noce e le rondelle di olive. Condire con poco olio, un pizzico di sale e due cucchiai di maionese. Mescolare bene con un cucchiaio grande e poi far riposare in frigorifero fino al momento di servire.

Se vi ispira, potere aggiungere le verdure che preferite. A me questa combinazione sembra la meglio riuscita ed è anche quella che, in caso di avanzo, resiste per un paio di giorni.

La ricetta originale prevederebbe, invece della patata lessa, le patatine fritte a fiammifero. Se avete dei bambini, può essere un ottimo sistema per convincerli a mangiare pollo e verdure; le patatine slim rendono il piatto più croccante e appetitoso, ma anche più pesante e più calorico. Valutate voi.

sabato 17 maggio 2008

Insalata di gamberi e cannellini

Ingredienti per 2-3 persone (a seconda dell'appetito dei commensali e della presenza di altre portate, anche 4 - o addirittura 8, se servito come antipasto):
- una confezione di gamberetti surgelati di medie dimensioni (non prendete quelli piccolini che appena li buttate nell'acqua diventano grandi come un chicco di riso, una volta cotti devono misurare almeno quanto un fagiolo cannellino!);
- un barattolo di cannellini di buona qualità;
- uno o due gambi di sedano bianco;
- un pezzetto di emmental;
- prezzemolo fresco;
- aglio (se piace);
olio e.v.d.o., sale, pepe nero macinato al momento (se piace).

Preparazione
Sbollentate i gamberetti lasciandoli teneri e metteteli in una terrina; aggiungete i cannellini scolati e lavati, il sedano a rondelle, l'emmental a bastoncini (tutto tagliato all'incirca nelle stesse dimensioni dei gamberi e dei fagioli). Condite con abbondante olio extravergine, sale, prezzemolo fresco tritato e se volete anche mezzo spicchio d'aglio tritato (in alternativa potete sfregare l'aglio sulla terrina prima di metterci dentro gli ingredienti) e una macinata di pepe nero.
Riponete in frigorifero per qualche ora e servite fresca o a temperatura ambiente.
P.S. Se lo avete, mettete in tavola anche l'aceto balsamico. C'è chi gradisce.