Dovete sapere che sono a dieta. Una dieta abbastanza drastica che dovrebbe servire ad abbassare il colesterolo (chi ha ascoltato il programma da Bologna stamattina, avrà saputo che un mese fa ce lo avevo a 282...) e anche a diminuire di peso.
Ora, una coniglia doc non può che amare il buon cibo, e quindi immaginerete da soli che fatica sia mangiare cibi tristi, poveri di calorie e di condimenti. Per questo diventa indispensabile fare sfoggio di creatività e inventare imitazioni a basso impatto calorico di piatti "speciali". Stasera mi sono inventata il baccalà finto, preparato con il merluzzo, senza patate e con pochissimo olio.
Ecco qua il risultato, gradevole alla vista e al palato e in sintonia con i festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia.
Ingredienti per una persona:
200g di filetto di merluzzo surgelato - 166 cal
due cipolle bianche di media grandezza (250g circa) - 62 cal
10 pomodorini ciliegini (200g circa) - 40 cal
1/2 cucchiaio di olio evdo - 45 cal
4 olive snocciolate tagliate a pezzettini - 53 cal
sale
Preparazione:
Far scongelare i filetti di merluzzo.
Tagliare le cipolle ad anelli sottili e metterle con il mezzo cucchiaio di olio in un tegame basso, meglio se di inox o col fondo in ceramica. Iniziare a far stufare a fuoco basso con un po' di sale e il coperchio, quindi aggiungere i pomodorini lavati e tagliati in quattro. Quando pomodorini e cipolle si sono ammorbiditi, poggiarci sopra i filetti di merluzzo e coprire di nuovo. Dopo pochi minuti, mescolare vigorosamente con il cucchiaio di legno in modo che il merluzzo si spezzetti per bene, come se fosse baccalà sfilettato. Lasciar asciugare a fiamma vivace e servire.
Totale: 366 calorie per un bel piatto profumato, colorato e saporito.
Parola di coniglia a dieta!
Uno spazio per condividere le esperienze culinarie della comunità virtuale degli ascoltatori del Ruggito del Coniglio
venerdì 25 marzo 2011
giovedì 27 gennaio 2011
Torta con yogurt
Mi pare strano non aver ancora "postato" un dolce che preparo da trent'anni e più.
Ricordo che ero studentessa universitaria e preparavo l'esame di tedesco insieme con Lilla, la mia amica-collega. La sua mamma era (ed è) una professoressa che aveva preferito fare la mamma di 4 splendide figlie (una delle quali è la grande Chiara Castellani, all'epoca, mia compagna di atletica). Ci preparava il pranzo e un giorno portò in tavola una semplicissima torta, max 20 cm di diametro. Buonissima.
Oggi, quando sono un po' giù o quando voglio far trovare a mio figlio di ritorno dall'università qualcosa di dolce, preparo la torta della mamma di Lilla e di Chiara.
Eccola.
Per prima cosa, però, accendete il forno a 180°.
Se lo stampo è di 20 Ø, verrà bella alta, altrimenti rassegnatevi. Oppure raddoppiate le dosi qui sopra.
Con il forno già caldo sono sufficienti 30 minuti. Se infornate a freddo, 40°-45°.
Voi buttateci l'occhio, ogni tanto.
P.S. L'esame di tedesco andò benissimo. Anzi: ausgezeichnet !
A volte non si ha proprio lo stampo tondo (come me ieri). E allora ho preso quello di plum cake (per il risultato, clicca qui)
Ricordo che ero studentessa universitaria e preparavo l'esame di tedesco insieme con Lilla, la mia amica-collega. La sua mamma era (ed è) una professoressa che aveva preferito fare la mamma di 4 splendide figlie (una delle quali è la grande Chiara Castellani, all'epoca, mia compagna di atletica). Ci preparava il pranzo e un giorno portò in tavola una semplicissima torta, max 20 cm di diametro. Buonissima.
Oggi, quando sono un po' giù o quando voglio far trovare a mio figlio di ritorno dall'università qualcosa di dolce, preparo la torta della mamma di Lilla e di Chiara.
Eccola.
Per prima cosa, però, accendete il forno a 180°.
- Prendete un vasetto di yogurt bianco naturale (ma se lo avete alle ciliegie o alle banane, va bene lo stesso) da 125g e svuotatelo dentro una terrina.
- Riempitelo di olio di semi (meglio se di girasole) per 2/3 (due terzi) e svuotatelo nella terrina
- Riempitelo ora di zucchero (una sola volta) e hop, dentro la terrina
- Riempitelo per 2 volte di farina e... nella terrina
- Aggiungete nella terrina 2 uova intere
- 1 bustina di lievito pan degli Angeli aut similia
- Sbattete tutto velocemente con lo sbattitore elettrico (o a mano)
Se lo stampo è di 20 Ø, verrà bella alta, altrimenti rassegnatevi. Oppure raddoppiate le dosi qui sopra.
Con il forno già caldo sono sufficienti 30 minuti. Se infornate a freddo, 40°-45°.
Voi buttateci l'occhio, ogni tanto.
P.S. L'esame di tedesco andò benissimo. Anzi: ausgezeichnet !
A volte non si ha proprio lo stampo tondo (come me ieri). E allora ho preso quello di plum cake (per il risultato, clicca qui)
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mercoledì 19 gennaio 2011
Torta Vesuvio
Su Faccialibro faccio parte di un gruppo di mamme, e anche un papà, che amano cucinare e fotografare le loro produzioni culinarie. E' un gruppo variegato come età e come provenienze geografiche, e anche come gusti, così ci scambiamo ricette di ogni tipo, sia delle varie tradizioni regionali, sia con contaminazioni da paesi diversi dall'Italia. La caratteristica che però accomuna il gruppo è quella di fare una torta partticolare, la torta delle rose, sia dolce che salata, torta della sorellanza, in un qualche modo.
Io non l'ho mai fatta e oggi per la prima volta mi sono prodotta in una variante salata.
Ecco la ricetta.
Ingredienti: 3 uova, 100 g. di latte, 100 g. di burro ammorbidito, 25 g. di lievito di birra (o 1 bustina di lievito di birra liofilizzato), 550 g. di farina, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 2 cucchiai di parmigiano. il ripieno di questa torta è fatto con 200 g. di emmenthal grattugiato e 200 g. di prosciutto cotto affettato e poi fatto a quadratini.
Sciogliere il lievito nel latte tiepido con il cucchiaino di zucchero e un po' di farina, sulla spianatoia mettere a fontana la farina restante, ponendo sul bordo il sale, il parmigiano e i pezzettini di burro. Versare nel centro il lievitino e poco alla volta impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo le uova già sbattute per ultime. Impastare vigorosamente fino ad avere un impasto liscio ed elastico. Mettere l'impasto in una terrina, coprire e lasciare lievitare per un'ora e mezza fino a che l'impasto non raddoppia il suo volume. terminata la lievitazione, suddividere l'impasto in palline di circa 50 g. l'una: ne vengono circa 16 o 17. Con il mattarello stendere ogni pallina e riempire ogni piccola sfoglia di circa un cucchiaio abbondante ripieno, poi chiudere come un fagottino. posizionare i fagottini con la chiusura all'ingiù in una tortiera abbastanza grande imburrata e infarinata, tenendoli vicini uno all'altro. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto e cospargere di semi a scelta, io ho usato quelli di sesamo. Infornare in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Sfornare e attendere un po': la torta va servita tiepida.
Io non l'ho mai fatta e oggi per la prima volta mi sono prodotta in una variante salata.
Ecco la ricetta.
Ingredienti: 3 uova, 100 g. di latte, 100 g. di burro ammorbidito, 25 g. di lievito di birra (o 1 bustina di lievito di birra liofilizzato), 550 g. di farina, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 2 cucchiai di parmigiano. il ripieno di questa torta è fatto con 200 g. di emmenthal grattugiato e 200 g. di prosciutto cotto affettato e poi fatto a quadratini.
Sciogliere il lievito nel latte tiepido con il cucchiaino di zucchero e un po' di farina, sulla spianatoia mettere a fontana la farina restante, ponendo sul bordo il sale, il parmigiano e i pezzettini di burro. Versare nel centro il lievitino e poco alla volta impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo le uova già sbattute per ultime. Impastare vigorosamente fino ad avere un impasto liscio ed elastico. Mettere l'impasto in una terrina, coprire e lasciare lievitare per un'ora e mezza fino a che l'impasto non raddoppia il suo volume. terminata la lievitazione, suddividere l'impasto in palline di circa 50 g. l'una: ne vengono circa 16 o 17. Con il mattarello stendere ogni pallina e riempire ogni piccola sfoglia di circa un cucchiaio abbondante ripieno, poi chiudere come un fagottino. posizionare i fagottini con la chiusura all'ingiù in una tortiera abbastanza grande imburrata e infarinata, tenendoli vicini uno all'altro. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto e cospargere di semi a scelta, io ho usato quelli di sesamo. Infornare in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Sfornare e attendere un po': la torta va servita tiepida.
Ciambella alla ricotta
Quando sono all'eremo e siamo in tanti c'è voglia di fare colazione o merenda con qualcosa di dolce. Siccome sono molto distratta e non ricordo mai perfettamente le dosi delle ricette, uno dei dolci che faccio spesso, e che riscuote sempre successo, è questa torta con la ricotta. Me la insegnò anni fa la mia amica Manuela, sempre alla ricerca di cose gustose e non eccessivamente elaborate, avendo sempre molto poco tempo da dedicare alla cucina.
Ingredienti: 300 g. di ricotta, meglio se di pecora, 300 g. di zucchero, 3 uova, 300 g. farina, 1 bustina di lievito vaniglinato per dolci, 1 bustina di vaniglina o la scorza grattugiata di un limone.
Lavorare con un cucchiaio di legno in una terrina la ricotta e lo zucchero. Quando la ricotta è ridotta in crema, aggiungere le uova una alla volta, e alla fine la farina insieme al lievito. Imburrare e infarinare una teglia ad anello, versarvi l'impasto e cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti.
A chi piace, quando la torta si è raffreddata, cospargere la superficie di zucchero a velo.
Ingredienti: 300 g. di ricotta, meglio se di pecora, 300 g. di zucchero, 3 uova, 300 g. farina, 1 bustina di lievito vaniglinato per dolci, 1 bustina di vaniglina o la scorza grattugiata di un limone.
Lavorare con un cucchiaio di legno in una terrina la ricotta e lo zucchero. Quando la ricotta è ridotta in crema, aggiungere le uova una alla volta, e alla fine la farina insieme al lievito. Imburrare e infarinare una teglia ad anello, versarvi l'impasto e cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti.
A chi piace, quando la torta si è raffreddata, cospargere la superficie di zucchero a velo.
martedì 4 gennaio 2011
I cappelletti della mamma: la mia poesia di Natale. (da Silvia, Mogliedaunavita)
“intanto che la maria è sotto il casco vieni che iniziamo a fare la sfoglia!” c’era sempre qualche cliente di mamma sotto il casco, a qualsiasi ora del giorno e della sera. fosse fra settimana o festivo. ma a natale, a natale era un’apoteosi di pettinate, permanenti, tinture, teste da lavare e cappelletti da fare, latte brulè da consegnare e regali da impacchetare. sono cresciuta in una casa dalle porte aperte e dalla tanta gente. in una famiglia al femminile con un solo uomo, il babbo, che rincorreva sottane. tutte. si respirava allegria e confidenza anche nei giorni di sfuriate e c’era sempre qualcuna che capitava all’improvviso e come niente fosse si metteva a far qualcosa. togliere bigodini, tagliare biscotti, prendere in giro babbo. mamma col sorriso stampato e lo stupore costante andava da una stanza all’altra della casa col camice bianco chiazzato di colore scuro e dava ordini subito dopo aver fatto lei stessa la cosa che comandava. tipo:” prendi la farina e mettila sul tagliere, tre zimnine per tre uova, cosi”…e già aveva contato uno, due, tre. “renzoooo, tira fuori il batù”…e già partiva con le mani infarinate a prendere il ripieno che si doveva ammorbidire un poco fuori frigo. non ho mai passato molte serate fuori casa a qualsiasi età perchè era troppo divertente stare esattamente dov’ero. immersa in una sit-com naturale. già dall’inizio dicembre si cominciavano i preparativi, iniziavano le ansie per i regali da fare che erano sempre tanti e così poco il tempo…così spesso, mamma, regalava il latte brulè. molti arrivavano con le uova. se non le hai…e poi addobbare gli alberi, fuori e dentro, mettere i festoni e le stelle sugli specchi della “camera dove lavoro” ci teneva tanto la mamma ai pacchetti sotto l’albero ma non riusciva a far sorprese. aveva l’ansia di vederci felici e ci diceva subito cosa ci aveva comprato. e siccome sapeva che sia io che mia sorella volevamo la sorpresa era impegnata fino all’ultimo a impacchettare di tutto, dalle scatole dei fiammiferi a quelle dei cioccolatini usate, naturalmente fra una messa in piega e una sfoglia di tre uova alla volta per i cappelletti. che si facevano rigorosamente la sera. tutte insieme attorno al tavolo. e se vado nel tempo ancora più indietro…attorno a quel tavolo ritrovo la zia che viveva saltuariamente con noi, sarta, zitella e perdutamente innamorata di cary grant, la nonna che si addormentava col cappelletto in mano, il babbo con le sue battute e i suoi baci per tutte e le vicine di casa che spettegolavano allegramente. meno televisione, più chiacchiere, tanto natale e i cappelletti della mamma. questi si che sono buoni
per il batù:
550 grammi di parmigiano stagionato. una noce moscata. 150 grammi di mortadella in una sola fetta. 2 uova grandi. pizzico di sale. fare l’amalgama e metterla in frigorifero fino al giorno dopo. poi impastare tre uova di pasta…più due…come ho fatto io che 5 alla volta son troppe anche con la macchinetta.
mercoledì 22 dicembre 2010
Buone Feste a tutta la comunità coniglia
Un caloroso augurio di buone feste a tutta la comunità coniglia che ci segue dal web.
Approfittiamo dell'occasione per chiedere a tutti i nostri lettori di mandarci le loro ricette natalizie, ricordando che la condizione necessaria alla pubblicazione è che le ricette siano legate a un aneddoto, a una circostanza curiosa, a una tradizione spiritosa.
Inviate le vostre ricette a:
ricetteconiglie/at/gmail.com
mercoledì 10 novembre 2010
Metti un finocchio a cena: buon appetito, mister B.
Un gruppo di blogger, stanchi delle espressioni insultanti del Presidente del Consiglio nei confronti degli omosessuali e dei suoi atteggiamenti sessisti ed omofobici, ha lanciato questa bellissima idea, ispirata dalla manifestazione organizzata dall'Arcigay di Firenze che si è tenuta sabato 6 novembre, con lo slogan: Porta un finocchio per Silvio. L'idea è scrivere oggi, sul proprio blog, indipendentemente dal fatto che tratti di cucina o meno, una ricetta a base di finocchi, non importa anche se è già stata pubblicata. Il banner, per chi lo volesse aggiungere al proprio blog, lo si può trovare qui:
http://lagaiaceliaca.blogspot.com/2010/11/metti-un-finocchio-cena-buon-appetito.html
Qui ripropongo la mia insalata di finocchi e arance: pulire e fare a fettine, conservando un po' di ciuffetti verdi, due o tre finocchi. Pelare togliendo accuratamente anche la parte bianca due o tre arance e tagliarle a rondelle. Mettere arance e finocchi in una ciotola, aggiungere due cucchiai di olive verdi snocciolate e tagliate in due. Condire con olio extravergine di oliva, sale, pepe facoltativo e aceto balsamico di Modena. Guarnire con i ciuffetti verdi.
Buon appetito, non solo a mister B., ma a tutti!
http://lagaiaceliaca.blogspot.com/2010/11/metti-un-finocchio-cena-buon-appetito.html
Qui ripropongo la mia insalata di finocchi e arance: pulire e fare a fettine, conservando un po' di ciuffetti verdi, due o tre finocchi. Pelare togliendo accuratamente anche la parte bianca due o tre arance e tagliarle a rondelle. Mettere arance e finocchi in una ciotola, aggiungere due cucchiai di olive verdi snocciolate e tagliate in due. Condire con olio extravergine di oliva, sale, pepe facoltativo e aceto balsamico di Modena. Guarnire con i ciuffetti verdi.
Buon appetito, non solo a mister B., ma a tutti!
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