mercoledì 20 febbraio 2013

TORTA DI ARANCE DI API

La prima volta che l'ho mangiata fu a casa di un'amica che aveva organizzato un sontuoso tè a cui aveva invitato tutte, ma proprio tutte le sue amiche più care di una vita. Eravamo una ventina, e passammo un pomeriggio veramente fantastico. Sul buffet facevano bella mostra di se parecchie torte, ognuna con il suo cartellino esplicativo scritto artisticamente a mano, ricettina compresa, perchè si sa che in una riunione femminile in cui ci sono torte, devono esserci pure le ricette!
Ed ecco qua...
Ingredienti: zucchero 200 g., farina 300 g., burro 150 g., 1 bustina di lievito per dolci, 3 uova, 3 arance (succo e buccia grattugiata), mandorle dolci spellate e tritate 100 g., uvetta ammollata e strizzata 50 g.
Per la decorazione della torta: 2 buste di zucchero a velo e il succo di un'arancia.

Lavorare lo zucchero con le uova, poi aggiungere la farina, il succo delle arance, il burro fuso, l'uvetta, le mandorle e la buccia delle arance tritata e per ultimo il lievito. Versare l'impasto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40-45 minuti. Far raffreddare completamente la torta. In una ciotola mescolare le due buste di zucchero a velo con due o tre cucchiai di succo di arancia fino ad ottenere una specie di crema densa che andrà spalmata con un coltello su tutta la superficie della torta. Consiglio poi di mettere la torta in frigo per permettere alla glassa di solidificarsi ed evitare che scivoli tutta sul piatto di portata.

venerdì 4 gennaio 2013

Il baccalà della Befana

Ormai sta diventando una tradizione: prima della fine delle vacanze invernali invito alcuni amici a mangiare il baccalà a casa mia. A rotazione, perché l'appartamento è piccolo e riesco a mettere a sedere al massimo 7 persone. La ricetta è un'interpretazione molto libera e molto brasiliana del Bacalhau à Gomes de Sá, un piatto tradizionale portoghese; questa versione mi è stata insegnata dalla moglie del titolare di un ristorante self-service dove andavo a mangiare tutti i venerdì quando abitavo a Recife. Sono riuscita a convincerla promettendole che avrei preparato questo baccalà solo in Italia, per non rubarle la piazza ;-)
La preparazione è molto lunga e complessa, ma ha il vantaggio di potere (anzi, dovere) essere realizzata il giorno prima, così che la padrona di casa possa sedersi a mangiare con gli ospiti senza preoccupazioni e con la cucina in ordine.
La fotoricetta la trovate sulla mia pagina Facebook (accessibile anche a chi non è iscritto).

Ingredienti per 8 persone:
due grossi filettoni di baccalà salato (1,5-2 Kg)
3 cipolle bianche medie
1,5 Kg di patate
una decina di pomodorini
un barattolo di olive nere denocciolate
3 uova
Olio extravergine d'oliva
Sale (potrebbe non servire)

Procedimento:
1) mettere in ammollo il baccalà per 48 ore cambiando spesso l'acqua; lessare il baccalà in acqua bollente per 15 minuti. Scolarlo, immergerlo in acqua fredda, togliere la pelle e le spine e dividerlo in scaglie (vengono via da sole). Deve essere sodo, con le scaglie grosse a carnose (vedi foto).

2) lessare le patate, lasciandone 2 o 3 un po' indietro. Queste saranno sbucciate e tagliate a fette, il resto sarà ridotto a purè. Cuocere 3 uova sode ben cotte; sbucciatele e fatele a rondelle. Affettare sottilmente la cipolla e metterla ad appassire in abbondante olio d'oliva, in un tegame molto grande. Quando la cipolla comincia ad ammorbidirsi, aggiungere i pomodorini (pochi, tagliati in 4), le olive e il baccalà. Tenere il fuoco molto basso. Quando vi sembra pronto, cioè quando vedete che la cipolla comincia a disfarsi e i pomodorini sono cotti, aggiungere le patate lesse e far terminare la cottura. ATTENZIONE: questo è il momento di controllare il sale assaggiando un po' del sughetto sul fondo. Se il baccalà è stato ben dissalato, potrebbe essere necessario aggiustare un po' il sale. Se invece il baccalà era rimasto molto salato, le patate assorbiranno l'eccesso di sapidità e quindi non sarà necessario aggiungerne. Inoltre, verificate che si sia creato un bel po' di sughetto (è fondamentale per la fase 3); se no, aggiungete un po' d'acqua.


3) a questo punto si può comporre il tutto. Raccogliere con la schiumarola il composto di baccalà e porlo sul fondo di una pirofila bassa e larga (io con queste dosi preparo due contenitori da forno usa-e-getta in alluminio, quelli da 6 porzioni). Disporre le fettine di uovo sodo sopra il baccalà. Mescolare il sughetto rimasto sul fondo del tegame alla purea di patate e ricoprire il tutto con uno strato di questo purè saporito. Coprire e mettere a riposare in frigo per qualche ora, meglio ancora un giorno per l'altro.
Infornare per 40-45 minuti o fino a quando si sarà formata la crosticina.
Accompagnare con vino bianco secco o con una buona birra ghiacciata, ma soprattutto con la presenza di amici sinceri con cui condividere questa delizia.

venerdì 8 giugno 2012

Un'amica mi ha consigliato questa ricetta, non l'ho ancora provata ma mi sembra invitante!


TORTA RICOTTA NIVES

150 gr burro 250 gr biscotti secchi 250 gr ricotta 200 gr panna da cucina
100 gr mascarpone 4 uova 4 cucchiai di zucchero 1 confezione marmellata di more

... BASE BISCOTTO

Fondere il burro a bagnomaria sbriciolare i biscotti e impastarli con il burro fuso
E 1 uovo stendere il composto facendo un bordino di 2 cm

COMPOSTO INTERNO

Montare i 3 albumi a parte montare lo zucchero con i tuorli aggiungere mascarpone ricotta
Panna sino ad ottenere un impasto omogeneo aggiungere gli albumi
Versare il composto sulla base
Mettere inforno x 30 minuti a 175°
Lasciare raffreddare x almeno 8 ore
Prima di servire ricoprire con la marmellata di more

lunedì 30 aprile 2012

PIZZA DI SCAROLA DI ARMANDA

Tanti anni fa sul Forum del Ruggito del Coniglio Manu raccontò che Armanda per il suo compleanno le aveva preparato la pizza di scarola, ovviamente con le candeline sopra, visto che lei non ama per niente i dolci. Ci fu una lunga discussione, alla fine della quale Armanda postò la ricetta con questa premessa:
"faccio la pizza da tanti anni e ci sono volte in cui la pasta mi viene particolarmente buona. Un segreto me lo ha insegnato la mamma di un mio alunno: mettere il latte nell'impasto. Così viene molto più morbida e se la lievitatura viene fatta bene si mangia una pizza veramente buona. Inoltre sono convinta di una cosa: la pizza fatta in casa è l'unica che il giorno dopo, riscaldata, continua ad essere buonissima."

Ingredienti: Per la pasta: 6 etti di farina, 2 bicchieri di latte, acqua q.b., un cucchiaino di zucchero, lievito di birra in panetto o ppure in grani, ma sempre di birra e non istantaneo.
Per il ripieno: un chilogrammo di scarola lessata in acqua salata, una quindicina di olive di Gaeta, un cucchiaio di uva passita fatta rinvenire in acqua tiepida, un cucchiaio di pinoli, aglio, olio.

Preparazione: fare la pasta mescolando in una insalatiera capiente la farina, un cucchiaio di zucchero e il lievito (se è quello che in panetto farlo sciogliere in un poco di acqua tiepida) e aggiungere latte e acqua (tiepidi se il lievito è in panetto) fino ad ottenere un impasto che non sia appiccicoso ma morbido e liscio. Infarinare la palla di pasta, coprire l'insalatiera con uno strofinaccio e mettere in un posto caldo a lievitare per circa due ore (io lo metto in forno con la luce accesa).
In una padella far soffriggere l'aglio e quando si è dorato toglierlo e mettere la scarola strizzata. Nel frattempo snocciolare e fare a pezzi le olive e, quando la verdura è cotta, mettere l'uvetta, le olive e i pinoli, mescolare e spegnere il fuoco.
Stendere un disco di pasta, infarinare la teglia e adagiarlo sopra. Mettere la scarola ripassata e stendere una seconda sfoglia sopra, attaccare il bordo, forare la superficie con una forchetta, mettere un po' d'olio sulla superficie e infornare a 240° per circa 20 minuti.

PS: quando ho elaborato questa ricetta avevo ancora il forno a gas, ora sono passata da poco a quello elettrico e l'ho sperimentato ancora poco. Ho l'impressione che la temperatura deve essere un po' più bassa (220-200) e il tempo più lungo (mezz'ora). Comunque la pizza è cotta quando sotto, se alzate con una paletta è bella compatta e dorata. Attenzione a scolare bene la scarola.

Armanda

lunedì 23 aprile 2012

TORTA DI CAROTE E COCCO

Continua la mia frequentazione alla scuola di cucina indiana, ho imparato a fare un sacco di cose: il ghee, che sarebbe il burro chiarificato, il seitan, cioè le bistecche di glutine, il kitchari, che è riso, verdure e legumi, più svariati dolcetti meravigliosi e semplicissimi. Ma questa volta la ricetta che metto non è di quelle della cucina indiana, bensì della amica che viene sempre con me. Ho deciso di provarla oggi perchè non è ancora caldo, quindi il forno lo accendo molto volentieri e poi oggi non ho fatto la spesa della frutta e della verdura e volevo preparare qualcosa di buono e non impegnativo per mia nipote, che il lunedì pomeriggio, quando esce da scuola, viene qui per un'oretta prima di andare a lezione di judo....la bambina...Nessuno sospetterebbe che una bimbina magrolina, lieve e delicata come lei, che ti guarda con due grandi occhioni azzurri, dai lunghi capelli biondi,  sia in grado di sbattere in terra in un attimo una come me (e l'ha fatto!) Così, per rinforzarla, cerco sempre di farle trovare delle merende golose.

Ingredienti: 150 g. carote grattugiate e buccia di un limone, 50 g. di burro, 50 g. ricotta, 50 g. farina cocco, 150 g. farina 0 o 00, 120 g. zucchero di canna, 2 uova, 1 cucchiaino di lievito e 1/2 cucchiaino di bicarbonato, mandorle a lamelle.

Sciogliere il burro, lavorare la ricotta con lo zucchero, aggiungere le carote e la buccia del limone grattugiate, poi, una alla volta, anche le uova. Quando tutto è amalgamato, aggiungere la farina mischiata con il lievito e il bicarbonato e la farina di cocco. Foderare una teglia di circa 24 cm di diametro con carta forno bagnata e strizzata e versarvi l'impasto. Cospargere la superficie con lamelle di mandorle e spolverizzare con zucchero di canna. Mettere in forno preriscaldato a 180° per 40-45 minuti.

martedì 10 aprile 2012

Torta di Pasqua

E' la ricetta perugina di mia suocera, andrebbe mangiata con il capocollo ma, visto che in padania non si trova, io la mangio con il prosciutto toscano o quello di norcia che sono più saporiti.

ingredienti:
1/2 kg di farina
1 etto e mezzo scarso di margarina
1 etto di groviera o formaggio saporito, un etto di parmigiano e pecorino grattuggiato
5 uova
sale
lievito di birra 1 quadratino + un altro pezzetto

Nella farina aggiungere le uova, la margarina precedentemente sciolta, il sale, il formaggio grattuggiato, e il lievito sciolto in un po' d'acqua. Impastare bene, deve risultare un impasto morbido. Aggiungere il groviera a tocchetti e incorporare.
Imburrare uno stampo stretto e alto (11x20) ma si può usare anche lo stampo rettangolare, versare l'impasto fino alla metà e lasciarlo ben lievitare.
Infornare in forno caldo e cuocere a 170/180° finchè non prende un bel colore dorato. Forare con uno stuzzicadenti per accertarsi che l'interno sia cotto. Questo per lo stampo grande, se si cuoce in uno più piccolo servirà meno tempo di cottura.

lunedì 9 aprile 2012

TORTA CON LE ERBETTE

Ultimamente ho cominciato a sperimentare l'uso di farine alternative al grano, ma non è sempre facile, così mi son buttata alla ricerca di pubblicazioni sul pane e anche sulla cucina vegetariana, ma che possa piacere anche a chi vegetariano non è. La ricetta di questa torta salata l'ho trovata su Sorprese di pane, Macro edizioni, a cura di Silvia Strozzi. Naturalmente ho dovuto apportare qualche modifica, rispetto alla ricetta originale, che vorrebbe le erbette di campo, oltre agli spinaci.
Ingredienti per la pasta: 300 g. di farina di avena, 100 g. di farina 0, 50 g. di pangrattato per la teglia, 3-4 cucchiai di olio extravergine , 40-50 ml. di acqua.
Ingredienti per il ripieno: 300 g. di spinaci, 350 g. di bietole (nella ricetta originale ci sarebbero 150 di ortiche o tarassaco e 200 g. di erbette), 4-5 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 porro, 1 cucchiaino di asa foetida al posto di uno scalogno.

Ho mondato e lavato spinaci e bietole, pulito il porro e affettato sottilmente. In una teglia ho messo 3 cucchiai di olio di oliva extravergine, l'ho scaldato e ho messo un cucchiaino di asa foetida, che è una spezia che sostituisce egregiamente lo scalogno, o l'aglio e la cipolla, non avendone gli effetti collaterali, e l'ho mescolata bene all'olio, ho fatto scaldare un po' poi ho aggiunto spinaci e bietole e ho coperto, lasciando stufare il tutto. Nel frattempo ho impastato le due farine con l'olio e l'acqua fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo che ho messo in frigo a riposare per una mezz'oretta.
Ho acceso il forno perchè si scaldasse a 180°.
Ho frullato grossolanamente le verdure, dopo averle fatte asciugare bene e averle aggiustate di sale, e ho aggiunto il pecorino grattugiato.
Ho diviso in due l'impasto e con il mattarello le ho stese in due sfoglie, una l'ho usata per foderare la teglia unta di olio e cosparsa di pangrattato, ho versato le verdure frullate, poi ho coperto con la seconda sfoglia che ho bucherellato. Siccome c'era un'eccedenza di pasta con gli stampini dei biscotti ho fatto dei cuoricini che ho applicato sopra la torta aiutandomi con un po' di acqua, poi ho spennellato la torta con olio e ho messo in forno per 45 minuti.
Andrebbe mangiata calda, ma è buona anche fredda.
A mio parere sulla superficie della torta andrebbe cosparso un po' del sale grosso per renderla un po' più appetitosa e i cuoricini potrebbero essere spolverizzati di pecorino o parmigiano.
Questa ricetta ricorda molto quella delle torte salate ebraiche di Pasqua, senza lievito, ma anche senza uova.