mercoledì 19 novembre 2025

LA RIBOLLITA FURBA DELLA LINETTA (da parte di Isabella Zani)

 La Ribollita Furba della Linetta

La Linetta era la mamma della Sandra, che anche se non bene ho avuto la fortuna di conoscere. Da buona toscana, la Linetta faceva la ribollita; ma da madre lavoratrice, a un certo punto aveva escogitato un modo per farla più rapidamente e con meno fatica rispetto alla ricetta tradizionale. (Se siete centro-meridionali e vi dà fastidio l'uso dell'articolo determinativo davanti ai nomi propri, perdonatemi ma questo è un post ad alto tasso di centro-settentrionalismo. Se siete cresciuti in una grotta e non sapete cos'è la ribollita, qui https://it.wikipedia.org/wiki/Ribollita i rudimenti.)
Ed ecco qui la ricetta, editata da un messaggio personale della Sandra. (Sandra, non avertene a male, non è un rimprovero, ma manchi come il pecorino grattato sull'amatriciana. E ho detto tutto.)
Allora, innanzitutto per la ribollita non si può prescindere dal cavolo nero. Si compra, si monda, si taglia a listerelle, facilissimo. Poi non si può prescindere dal pane secco avanzato. Per puristi e habitué, sciocco, cioè senza sale, per gli altri quello che c'è. (Il senso della ribollita è non sprecare il pane secco.) Quindi:
Prendete un minestrone surgelato classico, qualunque marca va bene. Preparatelo normalmente, aggiungendo ancora a freddo il cavolo nero. Lasciatelo un po' brodoso e aggiustatelo di sale; più generosi se il pane è sciocco, più avari se non lo è. Per le quantità andate a occhio, secondo quanto pane secco avete accumulato avrete scelto un minestrone da un chilo, da 750 grammi o da 500.
Mettete in un recipiente largo e fondo tipo terrina grande il pane secco, scodellateci sopra il minestrone e lasciate riposare a lungo, anche un giorno per l'altro, dopo aver aggiunto un barattolo di fagioli cannellini scolati e sciacquati.
Il giorno dopo, in una padella larga e non troppo bassa, fate soffriggere un po' d'aglio, tritato o affettato, in olio extravergine d'oliva e poi sbatteteci dentro la mistura, il pane si sarà intriso di brodaglia e sarà fradicio al punto giusto.
Adesso ci vuole un po' di pazienza, bisogna rimestare senza stancarsi con il cucchiaio di legno finché l'insieme non diventa un bel pastone (se necessario schiacciate con la forchetta qualche tocco di verdura o qualche crosta di pane che ancora resiste). Dopodiché abbassate la fiamma o la piastra al minimo e appoggiate il coperchio sul tegame tenendolo sollevato con il cucchiaio.
Ora potete anche andare a fare altro, ma a brevi intervalli regolari (non più di dieci minuti) dovete tornare a controllare che sul pastone si sia formata una pellicina; se c'è, rimescolate e ripetete da capo (pausa, controllo, pellicina, rimescolata...) finché la ribollita non vi sembra pronta. Secondo le nonne toscane la ribollita dovrebbe fare "sette veli", ma non siamo così fiscali, andiamo a sentimento, l'importante è che alla fine il cucchiaio ci stia in piedi da solo.
Si serve calda o tiepida con un filo d'olio a crudo, e si conserva (in frigo o in freezer, magari sporzionata) più o meno in eterno.
Enjoy, e non seguitemi per altre ricette perché le ho finite 😙

venerdì 17 febbraio 2023

Polpette di verza e cavolo nero

Golosa di polpette ma anche di verdure, ho ideato, scambiando la bietola con la verza e il cavolo nero, di cui sono ghiotta, queste polpette appetitose. Come sempre ho fatto tutto a occhio ma approssimativamente questi sono gli ingredienti: - mezza verza piccola privata delle parti dure e tagliata a striscioline piuttosto sottili,

- un mazzetto di cavolo nero, al quale sono state tolte le venature più dure, tagliate anche queste a striscioline,

- 1 uovo,

- 3 cucchiai abbondanti di parmigiano grattugiato

- 2 cucchiai circa di pangrattato

- 1 spicchio d'aglio piccolo tritato (facoltativo)

- noce moscata

- scorza di limone grattugiata

- pepe

Dopo avere lavato le verdure le ho tagliate a striscioline e le ho messe stufare in una padella con coperchio dopo averle salate. Quando si sono ammorbidite e hanno riassorbito tutta la loro acqua, spegnere, metterle su un tagliere e tritarle ulteriormente, poi metterle in una ciotola. Aggiungere l'aglio tritato, la scorza di limone, la noce moscata e il pepe, poi l'uovo e impastare. Aggiungere i tre cucchiai di parmigiano e pangrattato quanto basta per avere la giusta consistenza per fare le polpette. Fare le polpette, ripassarle nel pane grattugiato e friggerle in abbondante olio ben caldo. Scolarle appena sono dorate. Buone così e/o accompagnate  da hummus e affiancate da una insalatina mista di radicchi. 


 

mercoledì 25 settembre 2019


Zaèti (gialletti) veneziani                                                                    

Ingredienti
farina di mais fioretto: 200 g (c'è chi preferisce la farina normale, la fioretto è solo macinata più
                                                   fine, è questione di gusti. NON usate la Polenta Valsugana!)
    farina 00: 200 g
    lievito: una bustina
    burro: 100 g
    zucchero: 100 g
    uova: 2
    uvetta: 100 g
    grappa (o un liquore di vostro gradimento):  q.b.
    sale: 1 pizzico
    limone: uno, o meglio, la SCORZA di un limone, ma anche qualche goccia di succo ci sta bene
Svolgimento
Prendete una tazza e mettetevi la grappa, aggiungete l’uvetta (meglio al contrario, prima l'uvetta e poi copritela con la grappa, si risparmia grappa) e fatela rinvenire.
In una terrina mescolate le due farine, lo zucchero, il lievito e il sale, formate la fontana e al centro mettete il burro (un po' ammollato, non proprio freddo) a pezzettini, le uova (io le sbatto prima) e poi la scorza di limone grattugiata.
Impastate velocemente (ma ve la potete anche prendere con più calma) fino ad avere un composto omogeneo.
Unite all’impasto l’uvetta scolata e strizzata e impastate ancora un po’. Formate delle palline, schiacciatele leggermente e date loro una forma a losanga; volendo esagerare potete fare anche un intaglio col coltello nel senso della lunghezza, ma è tempo sprecato.
Man mano ponetele sopra una teglia, o sulla piastra del forno coperta con carta da forno; per le dimensioni fate a occhio, col tempo stabilirete la grandezza che preferite
Cocete i biscotti in forno caldo a 180°C per 20 minuti circa. Circa significa “circa”, controllate la cottura a vista: non devono diventare marrone carico, si chiamano Gialletti apposta. Quando li sfornate saranno ancora morbidi, è normale, non vi preoccupate
Spolverizzate con lo zucchero a velo (ma anche no, IO non ce lo metto) e servite, e forse è meglio aspettare che si raffreddino.
Troverete in giro altre ricette, magari meglio di questa, però questa è quella dei biscotti che avete mangiato, ma che volete da me? Se poi proprio non vi vengono buoni chiamate me!
                                                                                  Sempre vostro
                                                                                  Bruno Gherlanz

COPPETTE ALLO YOGURT

In una delle  chat WhatsApp legate al Ruggito è stata fatta richiesta di un dolce al cucchiaio da fare velocemente in un tempo pari a quello di una macedonia. Mi è venuto in mente questo dolce che mangiammo in Grecia tanto tempo fa durante un meraviglioso viaggio fatto con tutta la famiglia. Eravamo nella penisola di Mani, in un alberghetto sul mare in un piccolo villaggio di pescatori.
A cena ci avevano servito una superba cernia arrosto, pescata nel pomeriggio, e che ci costò un occhio della testa ma ne valeva la pena, e poi ci portarono queste coppette.
Ingredienti: yogurt greco bianco denso, granella di noci e nocciole, biscotti tipo grancereale, frutta sciroppata. Nelle coppette di vetro fare strati partendo dai biscotti, poi lo yogurt poi la frutta sciroppata poi la granella poi di nuovo lo yogurt...guarnire a piacere!

martedì 29 gennaio 2019

Torta Barozzi (tenerina al caffè e cioccolato fondente)

La torta Barozzi è una specialità di Vignola, dalla ricetta tenuta ancora oggi segreta. Il suo ideatore, Eugenio Gollini, la dedicò a Jacopo Barozzi, detto il Vignola essendo nativo della cittadina. Nella confezione in cui viene venduta gli ingredienti sono in bella evidenza, ma quello che manca sono le proporzioni e il procedimento che restano segretissimi.
Questa ricetta che propongo la trovai su un giornale tanti anni fa. Sperimentata più volte, è gradevolissima, anche se manca di due ingredienti presenti invece nell'originale: mandorle e arachidi, quindi si tratta solo di una tenerina al caffè e cioccolato.

Ingredienti: zucchero 200 g, burro ammorbidito 130 g, 3 uova, cacao amaro 30 g, cioccolato fondente grattugiato 100 g, fecola 30 g, 2 cucchiai di caffè macinato finissimo, burro e farina per la tortiera.

Grattugiare il cioccolato fondente e imburrare e infarinare una tortiera di circa 26 cm di diametro con bordi alti. Mettere in una ciotola il burro ammorbidito e lavorarlo con un cucchiaio di legno fino a farlo diventare come una crema. Solo allora unire poco alla volta, alternandoli, lo zucchero, i tre tuorli d'uovo, la fecola, il cacao, il cioccolato grattugiato e la polvere di caffè. Quando gli ingredienti saranno tutti bene amalgamati fra di loro accendere il forno a 180°. Montare a neve fermissima gli albumi e aggiungerli molto delicatamente al composto. Versare nella tortiera, livellandolo, porlo in forno già caldo e cuocere per circa 40'.

Brioche salata

Una brioche salata che può anche essere considerata uno svuotafrigo, la propongo sempre nei picnic e riscuote un certo successo. La prima volta che la preparai fu per la prima Comunione di mio figlio Filippo, circa 19 anni fa, quando preparai tutta da sola un enorme rinfresco, sia salato sia dolce. Preparai così tante cose da spedire a casa gli ospiti (una quarantina di persone) ciascuna con il suo pacchettino!
Nel corso degli anni, diventando vegetariana, ho eliminato il salamino che farebbe parte della ricetta, lasciando i formaggi.
Ed ecco ingredienti e ricetta.

Ingredienti:
farina tipo1 500 g, latte 250 cc, burro 100 g, lievito di birra 30 g o una bustina di lievito liofilizzato, 4 uova, emmenthal 100 g, provolone piccante 100 g, provolone dolce 150 g, facoltativo salame tipo milano o cacciatorino 200 g.

In una terrina unire alla farina un pizzico di sale e il burro fuso, il lievito sciolto nel latte tiepido, poi una alla volta le uova. Lavorare bene fino a che il composto è omogeneo e liscio, di consistenza elastica. Tagliare a pezzetti piuttosto piccoli sia i formaggi, sia l'eventuale salame e aggiungerli all'impasto. Imburrare e infarinare una tortiera con cerniera e versarvi l'impasto, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare per circa 2 ore. Preriscaldare il forno a 180°, cuocere per 50', comunque facendo la prova della lama del coltello che deve uscire asciutta. Lasciare raffreddare prima di aprire la cerniera e servire.

lunedì 21 gennaio 2019

ZUPPA IMPERIALE

Vero comfort food, come si dice ora, era uno dei patti invernali che preferivo da piccola. Lo preferivo anche ai tortellini! I tortellini erano il pranzo della domenica, e non si facevano nemmeno tutte le domeniche. Venivano preparati solo per Natale e per quando venivano ospiti gli zii o i cugini da fuori Bologna. La domenica di solito la nonna faceva più spesso le tagliatelle. Era lei che la domenica mattina si metteva a fare la sfoglia e produceva tagliatelle, maltagliati, parpadellini, cioè i quadrucci all'uovo, che servivano più o meno per tutta la settimana. Durante la settimana non c'era tempo per fare la sfoglia, sia la mamma sia la nonna lavoravano. Ma certe sere d'inverno, soprattutto quando c'era quell'aria di neve, con il cielo quasi bianco e quel freddo che entrava ovunque, alla sera la mamma e la nonna si guardavano e sorridendo ecco che compivano la magia: con pochi ingredienti preparavano questa zuppa dorata, saporita, che riscaldava la pancia e il cuore. Ho riportato nella mia famiglia questo piatto così semplice e gustoso: nelle sere d'inverno in cucina insieme ai bambini che guardavano e commentavano attorno al tavolo mentre preparavo gli ingredienti e loro dicevano che facevo "le spugnette", ed era subito una specie di festa.
Per ogni persona: 1 cucchiaio di semolino, 1 cucchiaio abbondante di parmigiano, 1 cucchiaio di burro fuso, 1 uovo,  noce moscata, sale.
Si sbattono le uova in una ciotola capiente, poi si aggiungono il burro fuso, il semolino e il parmigiano, si regola di sale e si grattugia un po' di noce moscata. Si ricopre una teglia dai bordi bassi  con carta forno e si pareggia l'impasto che deve avere un'altezza di circa 1/2 cm (a noi le "spugnette piacciono piccole). Si cuoce in forno già caldo a 180° fino a che la superficie non è bella dorata. Si lascia raffreddare poi la si taglia a cubetti. Si fa bollire il brodo, se di carne meglio altrimenti va bene anche quello di dado, e quando bolle si buttano i cubetti di zuppa imperiale e si lasciano risalire e a quel punto...buon appetito!

TORTA DI CAROTE VEG

200 gr di carote
50 gr di mandorle
200 gr di farina
120 gr di zucchero
140 gr latte di soia (io a volte uso acqua)
50 gr di olio di semi
1/2 bustina di lievito
Pelare le carote e metterle nel frullatore con le mandorle,e tritarle. Aggiungere poi zucchero,lievito latte e olio e mescolare tutto. Finché il frullatore gira mettere la farina a cucchiaiate e mescolare bene.
Per chi ha il bimby o similari:

 Pelare le carote e taglierli a pezzi,metterle nel boccale con le mandorle. Dare 2 o 3 colpetti di turbo.
Con la spatola tirare giù tutto,aggiungere zucchero,lievito,latte e olio. 5 secondi a velocità 7. Poi farlo andare a velocità 3 e mettere la farina dal foro e farla amalgamare bene.
 Poi in forno a 180 ° per 40/45 minuti
Questo dolce ha 265 calorie per 100 grammi.

mercoledì 4 aprile 2018

Vellutata di porro e sedano rapa

Da qualche tempo ho scoperto il sedano rapa, intrigante per le grosse radici che spuntano come una barbetta da solo una parte. Il profumo è quello del sedano, ma più pungente. Ho gironzolato sul web e ho trovato diverse ricette di vellutate, ma che hanno sempre, per me, troppi ingredienti. Io preferisco semplificare, quindi per un sedano rapa intero, lavato, pelato e fatto a pezzettoni, utilizzo un bel porro, compresa la parte verde, lavato e tagliato a rondelle, che faccio insaporire per un po' nell'olio extravergine di olive oppure nel burro di cocco, ricco di acidi grassi a catena media che non si rovinano con la cottura e quindi non diventano tossici. Aggiungo al porro i pezzi di sedano rapa e aggiungo circa 1 litro di acqua, aggiungo poco sale e un cucchiaio scarso del mio dado da brodo vegetale fatto in casa, poi copro e faccio cuocere a fuoco dolce. Quando i pezzi di sedano rapa sono morbidi (li testo con la forchetta) spengo il fuoco e con il frullatore a immersione riduco tutto a una morbida purea. Aggiungo un'abbondante spolverata di pepe, una punta di cumino in polvere e un po' di curcuma. Impiatto con a lato due fette di pane integrale casalingo abbrustolito e su cui ho sfregato l'aglio.
Se è molto freddo e se mi ricordo, a volte aggiungo in cottura anche un paio di fettine di zenzero fresco, oppure del peperoncino, perché entrambi rendono ancora più "calorosa" questa vellutata.

domenica 18 marzo 2018

Crostata morbida senza uova e burro


Ingredienti:
300 gr farina
80 gr olio di semi mais
150 gr latte di soia o altro latte vegetale
100 ml di acqua
La buccia grattuggiata di un limone
1 bustina di lievito
100 gr di zucchero di canna

Mettere tutti gli ingredienti nel boccale,20 sec vel 5, se serve impastare ancora qualche secondo. Spennellare lo stampo "furbo",quello con lo scalino,metterci l'impasto,livellarlo bene e infornare a 180 gradi per 35/40 minuti. Una volta raffreddata,rovesciare la crostata su un piatto e riempire lo scalino con
300 gr di ricotta , bella soda,montata con 3 cucchiai di zucchero,e poi aggiungere yogurt greco. E poi ricoprire con le fragole.

domenica 18 febbraio 2018

torta all'arancia senza uova

Ho trovato questa ricetta nel gruppo facebook del monsieur cuisine, io l'ho rielaborata, togliendo le uova e mettendo la ricotta al posto del burro. i nipotini , che son venuti qui a fare merenda, hanno molto apprezzato:)
ricetta:
1 arancia intera
200 gr di zucchero
250 gr di farina
100 gr di ricotta
1 bustina di lievito

inserire l'arancia ,compresa la buccia, tagliata a pezzi  e lo zucchero 10" sec. vel 10
aggiungere ricotta e farina 1 minuto velocità 5
inserire il lievito 30" vel.5
mettere nello stampo, 180 gradi per 40/45 minuti


domenica 12 novembre 2017

La crema Budwig

Sto facendo un percorso formativo sulla dieta Kousmine, dieta fortemente antinfiammatoria e antitumorale che oramai pratico da 8 anni. Questa dieta fu ideata e utilizzata per i suoi piccoli pazienti dalla dott.ssa Kousmine insieme alla dott. Budwig, biochimica nominata per ben 7 volte per il Nobel in seguito ai suoi studi sui lipidi.
In realtà non si tratta di una dieta vera e propria come si intendono oggi le diete, ma un vero e proprio stile di vita, soprattutto alimentare.
Riguardo l'alimentazione, il motto della dott. Kousmine era: colazione da re, pranzo da principe e cena da povero, e la colazione proposta è davvero regale, per la presenza di elementi nutritivi importantissimi e nel contempo per la grande energia che dà senza appesantire.
Per preparare questa colazione, molto più semplice da raccontare che da fare, occorre un macinacaffè e un frullarono, anche a immersione. Gli ingredienti sono:
1 cucchiaio di semi di lino,
1 cucchiaio di cereali integrali crudi, ad esempio farro o grano saraceno o avena o sorgo o orzo mondo o riso,
1 cucchiaino di olio di cocco,
40 g. di ricotta da siero (senza aggiunta di panna: leggere le etichette!) oppure uno yogurt magro oppure 2 cucchiai di legumi lessati tipo lenticchie rosse decorticate o fagioli cannellini o ceci,
1 frutto di stagione,
il succo di mezzo limone (ma se è non trattato può essere usata anche la buccia)
1/2 banana o due prugne secche snocciolate o un dattero snocciolato.

Si comincia tritando insieme nel macinacaffè i semi di lino e il cereale scelto (alternando ogni giorno un cereale diverso).
Nel frullatore si mettono la ricotta o l'alimento proteico scelto, il cucchiaino di olio di cocco e si emulsionano insieme, poi si aggiungono la frutta scelta a pezzi, il succo del mezzo limone o il mezzo limone a pezzi, la mezza banana o le due prugne o il dattero (è il dolcificante naturale) e la farina di semi di lino e cereali ottenuta con il macinacaffè. Si frulla tutto insieme ottenendo la crema.
Si versa in una tazza e si guarnisce, a seconda del gusto, con pezzetti di cioccolato fondente (pochi grammi, molto buono insieme alla pera) oppure con una spolverizzata di cannella oppure con due o tre gherigli di noce spezzettati o, se è stagione, con qualche frutto rosso.
La frutta può anche essere aggiunta in pezzi, tipo macedonia, invece che essere frullata.
Il tempo totale di preparazione è di 5 minuti, ancora meno se si possiede un Bimby o qualcosa di analogo e la colazione che si ottiene è qualcosa di goloso e nutriente che ci permetterà di affrontare la giornata con il massimo dell'energia.
In porzioni ridotte potrebbe anche essere utilizzata come una golosa merenda.

venerdì 29 settembre 2017

Polpette di soia con hummus di lenticchie rosse

Mangiando molti legumi e cucinandone diversi tipi per poter variare durante la settimana, mi sono ritrovata con un avanzo di soia gialla e un altro di lenticchie rosse. Avendo tempo le ho riciclate, come nella migliore tradizione degli avanzi, trasformandole in polpettine.
Ingredienti per le polpette: 2 tazze mug di soia già cotta, 10 pomodori secchi fatti ammollare per un'oretta in acqua tiepida e poi ben strizzati, due cucchiai di olive taggiasche ben sgocciolate dall'olio, 2 cucchiai colmi di riso basmati già cotto, una bella manciata di timo (secco perché non avevo voglia di scendere on giardino a raccogliere quello fresco), un cucchiaio circa di farina di ceci.
Ho frullato tutto insieme, aggiustando di sale alla fine. La quantità di farina di ceci è variabile a seconda di quanto consistenti si vogliono le polpettine. Quando l'impasto ha raggiunto la giusta consistenza ho fatto le polpettine impanandole nei semi di sesamo, le ho messe su una placca da forno ricoperta di carta-forno, le ho spennellate con poco olio e le ho cotte in forno a 180° per circa 20 minuti, rigirandole a metà cottura perché si dorassero da entrambe le parti.
Mentre le polpette si doravano in forno ho preparato l'hummus di lenticchie rosse: una tazza di lenticchie rosse, uno spicchio di aglio, 4 cucchiai di semi di sesamo, un cucchiaio di acqua, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva. Prima ho macinato finemente il sesamo aiutandomi con il cucchiaio di acqua (non avevo in casa la tahine), poi ho aggiunto l'aglio, le lenticchie rosse e l'olio di oliva riducendo il tutto a crema, aggiustando di sale alla fine.
E' un piatto decisamente proteico, proprio come le classiche polpette di carne, quindi verrà servito con accompagnamento di verdure crude e cotte, tipo insalata mista di scarola riccia e carote julienne e zucchine al tegame e riso basmati condito con olio e curcuma.

sabato 18 febbraio 2017

torta di crespelle

Questa ricetta l'avevo vista e provata lo scorso anno, per poi dimenticarmene completamente. Per fortuna che me l'ha riproposta facebook...così ho riprovato a farla. E' una ricetta versatile,si può fare sia in versione dolce che salata. In questo caso l'ho fatta salata.
per le crespelle:
120 gr di farina (quella che preferite)
200 gr di latte,io di solito uso la soia
2 cucchiai di olio di mais
50 gr di acqua
una puntina di curcuma
un pizzico di sale

mescolare tutti gli ingredienti, avendo cura di non formare grumi, e poi fare riposare una mezz'oretta. poi ungere leggermente una padellina e versare un paio di cucchiai di impasto e cuocere un paio di minuti per lato

io poi ho preparato poca besciamella e ho fatto vari strati
il primo con besciamella e zucchine al forno, il secondo con formaggio spalmabile e speck,il terzo besciamella e melanzane...e via così...ho finito  con besciamella spolverata con grana, 10 minuti in forno a 180° e poi 4 minuti col grill


lunedì 4 gennaio 2016

L'osteggiato panettone vegano

Farò un panettone vegano! La notizia non è stata accolta con la gioia che mi aspettavo. A parte una ristretta cerchia, il mio compagno, tutti gli altri hanno preferito un atteggiamento dubbioso dove non apertamente schifato.
Tutto ciò non mi ha fermata, tzè.
Presa la ricetta da internet sono partita per la missione, e sono stata premiata.
Il procedimento è semplice, e se è vero che deve lievitare varie volte e a lungo è anche vero che mica devi stare lì a guardarlo...
Un consiglio: per la lievitazione l'ho messo nel forno con solo la luce interna accesa.
Ah, e non ho messo la lecitina di soia, direi che non se ne è sentita la mancanza :)
Buon appetito!

Ingredienti Ricetta


Per il lievitino

Per il secondo impasto

Per il terzo impasto

Materiale Occorrente

  • Stampo da panettone da 1 Kg
  • Ciotole di varie dimensioni
  • Frullatore elettrico
  • Coltello
  • Bilancina pesa alimenti
  • Carta da forno

Preparazione Panettone Vegano - Senza Latte, Burro, Uova


Prima di iniziare…
La lavorazione del panettone vegan non è velocissima, anzi richiede molto tempo, dedizione e pazienza per il rispetto dei tempi di lievitazione.
Per preparare questo panettone abbiamo utilizzato farine biologiche, compresa la Manitoba, importantissima per la buona riuscita del dolce.
La ricetta può essere replicata utilizzando solo farina di farro integrale: in questo caso, però, il panettone non lieviterà moltissimo e l’impasto risulterà piuttosto pesante.
  1. Per prima cosa, preparare il lievitino. Sciogliere 6 g di lievito di birra fresco in acqua tiepida, addolcita con un cucchiaino di zucchero di canna. Con un cucchiaio, mescolare il lievito disciolto con la farina Manitoba bio fino ad ottenere una pastella; coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciar lievitare per un’ora, in un ambiente tiepido e riparato da correnti d’aria.
  2. Preparare ora il secondo impasto. Frullare lo zucchero di canna integrale con la lecitina di soia. Sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida. Riunire la farina di farro bio in una ciotola, aggiungere lo zucchero di canna tritato insieme alla lecitina (emulsionante naturale, sostituto delle uova), il lievito disciolto e, poca per volta, la farina Manitoba: l’impasto risulterà molto appiccicoso e non lavorabile con le mani. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola trasparente e lasciar lievitare in un ambiente tiepido (es. forno spento, con la luce accesa) per 90 minuti o fino al raddoppio del volume.
Tempi di lievitazione…
I tempi di lievitazione suggeriti sono approssimativi: gli impasti contenenti lievito sono molto delicati ed il risultato finale dipende anche dalle condizioni ambientali in cui si lavora. Infatti, la temperatura e l’umidità incidono moltissimo nella buona riuscita della pasta: per questo si consiglia di rimuovere la pasta dalla ciotola solo quando l’impasto avrà raddoppiato di volume ed assunto un aspetto gonfio e soffice, indipendentemente dai tempi suggeriti. È possibile che alcuni impasti richiedano 2 ore o 3 di lievitazione per raggiungere il risultato desiderato.
  1. Dedicarsi ora alla realizzazione del terzo impasto. Mettere in ammollo l’uvetta in acqua tiepida per dieci minuti. Frullare lo zucchero di canna integrale con la scorza di arancia e limone. In una ciotola, riunire la farina Manitoba bio, lo zucchero tritato, l’uvetta strizzata dall’acqua di ammollo, un pizzico di sale e l’olio di semi di mais. Impastare tutti gli ingredienti, rovesciare la pasta sulla spianatoia e lavorare a lungo il composto fino ad ottenere una pasta morbida e non appiccicosa. Riporre la pasta così ottenuta nella ciotola, coprire con la pellicola e lasciar lievitare per due ore o fino al raddoppio del volume.
  2. Quando l’impasto è pronto, trasferirlo in uno stampo per panettone, accuratamente foderato con la carta da forno e lasciar lievitare per altre due o tre ore: l’impasto è pronto quando fuoriesce dallo stampo di 2-3 cm.
  3. Preriscaldare il forno a 160°C e cuocere il panettone vegan per 20 minuti. Abbassare la temperatura a 140°C e proseguire per altri 25-30 minuti.
  4. Rimuovere lo stampo dal forno e lasciar intiepidire. Togliere il panettone vegan dallo stampo e servire. Conservare il panettone in un sacchetto di plastica per 2-3 giorni.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Tv/Ricette/Pane_Pizza_Brioche/panettone-vegan.html

martedì 15 dicembre 2015

La ribollita

La mia famiglia è toscana di adozione, le nostre tradizioni culinarie familiari spaziano dalla Cassoela al Baccalà alla Vicentina. La cucina toscana non è mai stata praticata molto, piano piano negli anni la mia nonna e la mia mamma hanno adottato delle ricette toscane, ma le loro tradizioni rimangono soprattutto nordiche.

Io piano piano ho deciso di imparare a cucinare i piatti fondamentali della cucina toscana e fiorentina in particolare. Sono tutti piatti con ingredienti poveri, di recupero. E' difficile che nella cucina toscana manchino i fagioli, il pane e le verdure. Infatti questa zuppa veniva preparata dai contadini in grande quantità, per le loro numerose famiglie, e fatta con ingredienti che erano immediatamente disponibili coltivati nell'orto di casa. L'ingrediente principe è il cavolo nero, usato in cucina in moltissimi modi diversi, e iniziato a cucinare dopo le prime gelate. La preparazione base è un minestrone con carote, sedano, cipolla, verza, cavolo nero e, volendo, anche un po' di bietola. Io ho trovato un preparato fresco già pronto della coop dove ci sono tutte le verdure già pulite e tagliate, bisogna aggiungere solo la cipolla e il cavolo nero. Ci vogliono anche delle fette di pane raffermo. Questa prima preparazione è  la minestra di pane. Si chiama ribollita perché via via che si consumava si ripassava in padella con olio extravergine di oliva e rosmarino.

Inutile dire che questo piatto ha avuto un grandissimo successo nell'ultimo Radunapoli. Quindi, a furor di popolo vi scrivo la ricetta, così che, dalle alpi alla Sicilia possiate gustare questo prelibatissimo piatto toscano.

Ingredienti:
12 fette di pane raffermo toscano
1/2 kg di fagioli zolfini o cannellini (fatti bollire con salvia e aglio)
2 dl di olio E.V.O.
1 mazzo di cavolo nero
1/2 verza
2 carote
1 cipolla
1 porro
1 costola di sedano
1 pizzico di timo o pepolino
100 gr. di pancetta (opzionale, io non ce l'avevo messa)
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale e pepe

Procedimento:
Per prima cosa cuocere i fagioli in abbondante acqua ma non troppa, con salvia e aglio.
In una pentola di coccio mettere l'olio, la pancetta tagliata a dadini (opzionale), una carota e il sedano tritati e fare soffriggere. Aggiungete il cavolo verza tagliato a listarelle e il cavolo nero (se è particolarmente duro togliere la costa centrale) tagliato a fettine. Unite il porro e la carota a fettine. Passare la metà dei fagioli e unirli alla minestra insieme all'acqua di cottura e un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Dopo una mezz'ora unire i fagioli interi e far cuocere per altri quaranta minuti circa. Controllare che la minestra non si asciughi troppo. A fine cottura aggiungere un pizzico di timo.

In una zuppiera mettere uno strato di fette di pane e coprire con la zuppa. Procedere in questo modo fino ad esaurimento. Se possibile far riposare la minestra di pane almeno un giorno perché si insaporisca bene.
 Mettere al fuoco una padella con un po' di olio E.V.O., uno spicchio d'aglio e un po' di rosmarino. quando l'aglio e il rosmarino hanno insaporito l'olio toglierli e aggiungere la minestra di pane. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di brodo vegetale, e far cuocere finché non "ribolle" e sul fondo si forma una patina. Da mangiare calda calda, con una spolverata di pepe e un giro d'olio nuovo.

La minestra di pane si conserva molto bene in freezer, in modo da poterla consumare con calma e tranquillità. Basta scongelarla e ripassarla in padella, non perde nessuna delle sue qualità!

Buon Appetito!


martedì 17 novembre 2015

Giovedì scorso ho comprato al lidl un robot cuciniere, un simil bimbi,molto più basico,ma efficente...si chiama monieur cuisine. Inutile dire che mi son data alla sperimentazione selvaggia. 

La torta di carote veg è uno dei frutti delle mie prove 😄
200 gr di carote
50 gr di mandorle
200 gr di farina
 120 gr di zucchero
 140 gr latte di soia (io a volte uso acqua)
 50 gr di olio di semi
1/2 bustina di lievito
Pelare e tagliare le carote a pezzi e metterle nel frullatore con le mandorle e tritarle. Aggiungete poi lievito,zucchero ,latte e olio e mescolare insieme. Poi mentre il frullatore gira aggiungere la farina a cucchiaiate. Una volta mescolato il tutto mettere nello stampo o negli stampini
Per chi ha il bimby o similari:
 Pelare le carote e taglierli a pezzi,metterle nel boccale con le mandorle. Dare 2 o 3 colpetti di turbo. Con la spatola tirare giù tutto,aggiungere zucchero,lievito,latte e olio. 5 secondi a velocità 7. Poi farlo andare a velocità 3 e mettere la farina dal foro e farla amalgamare bene.
 Poi in forno a 180 ° per 40/45 minuti
Questo dolce ha 265 calorie per 100 grammi.


domenica 25 ottobre 2015

Torta di mele e pere di Serpidia

Dopo 5 anni un nuovo eremo, in un paese diverso, in un altro versante dell'Appennino tosco-emiliano e ho voluto inaugurarlo con un gruppo di amiche speciali, le rose scazzone (Erica, Marta, Silvia, Roberta e Anna Paola), in una due giorni di chiacchiere, risate, diete, trucchieparrucchi, uncinetto, pigiama party, sacchi a pelo, ricordi, allegria e commozione e soprattutto, come al solito, tanto cibo. Perchè anche se si cerca di fare il minimo indispensabile, la mano scappa sempre...c'è sempre il timore che non sia mai abbastanza...
Serpidia, ovvero Silvia, ha portato una meravigliosa torta di mele e pere che potrebbe anche essere declinata in torta vegana usando yogurt di soia al posto dello yogurt normale. E' una torta senza uova quindi adatta a chi non le può o vuole mangiare. Gli ingredienti sono: 1 barattolo da 500 g. di yogurt cremoso, farina quanto basta per rendere l'impasto abbastanza denso, come quando si fa una normale ciambella, 100 g. di zucchero, 1 bustina di lievito per dolci, 4-5 tra mele e pere tagliate a pezzi.
Si mescolano gli ingredienti insieme, si fodera una teglia con la carta forno e si versa l'impasto.
Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti, controllando la cottura con lo stuzzicadenti.

giovedì 13 agosto 2015

NELL'ORTO E NEL FRUTTETO

Agosto è arrivato e con sè porta frutta sugosa e verdure saporite.

NELL'ORTO: bietole, carote, cetrioli, cipolle, fagioli, fagiolini, melanzane, patate, peperoni, pomodori, sedano e zucchine.

NEL FRUTTETO: albicocche, anguria, fichi, lamponi, mele, meloni, mirtilli, pere, pesche, susine, uva.

Fagiolini alla Picchi

Fabio Picchi, chef attore, o attore chef, patron del ristorante il Teatro del Sale, a Firenze, famoso non solo per la cucina ma anche per l'intrattenimento teatrale (anche i camerieri e non solo lo chef sono attori), propone diverse ricette, anzi le recita proprio, su you tube. Se volete vederlo, potete cliccare  qui.
Io adoro i fagiolini,  li mangio anche solo lessi e sconditi, per quanto mi piacciono, ma anche in umido sono talmente buoni che anche i figli ne hanno fatto una scorpacciata.
Ho capato 600 g. di fagiolini e li ho lavati in abbondante acqua. Mentre se ne stavano a bagno bel belli, con la mandolina ho affettato fine fine una cipolla di Tropea e l'ho fatta appassire piano piano, poi ho aggiunto i fagiolini ancora belli bagnati e ho incoperchiato. Mentre i fagiolini si cuocevano, ho preso circa 600 g. di pomodori S. Marzano, li ho sbollentati e pelati e fatti a pezzi, poi li ho aggiunti ai fagiolini e ho rimesso il coperchio, lasciando cuocere a fuoco lento, piano piano piano.
Ho aggiunto anche un peperoncino giallo di quelli che coltivo in terrazza, dolce e piccante ma non troppo. Verso la fine cottura ho salato.
Li abbiamo mangiati sia caldi, appena cotti, sia, il giorno dopo, freddi ed erano buonissimi. Filippo si è preparato un panino e se l'è portato al lavoro, tutto soddisfatto.
Una parte l'ho usata per preparare l'insalata di riso, insieme a un avanzo di peperonata, più altri ingredienti...una bontà!
I fagiolini sono legumi, quindi hanno un buon contenuto di proteine, accompagnati al pane o al riso o ad altri cereali costituiscono un pasto completo e non hanno bisogno di essere accompagnati ad alimenti di origine animale.